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Addio a Pinuccio, l’unico fratello di Gimondi che non corse in bici

Era il primogenito e aveva 82 anni, quattro in più di Felice: suo figlio Massimo ha gareggiato nei professionisti dal 1998 al 2000 ed è stato l’ultimo della dinastia bergamasca. Abitava ad Almenno San Salvatore, i funerali giovedì alle 10 a Sedrina

Norma Gimondi ha saputo usare, come sempre, le parole giuste: “Ciao zio Pinuccio … oggi hai raggiunto nonna Angela e nonno Mosè … salutami papà”. Pinuccio era Giuseppe Gimondi, il primo dei tre fratelli: aveva 82 anni. Abitava ad Almenno San Salvatore e i funerali si svolgeranno giovedì alle 10 nella chiesa parrocchiale di Sedrina, la stessa che ha ospitato l’addio a Felice, morto a 76 anni il 16 agosto 2019. Pinuccio era l’unico dei tre fratelli a non aver fatto il corridore, a differenza di Felice e Angelo, che gareggiarono anche insieme. Ma comunque aveva il ciclismo in casa: Pinuccio era papà di Massimo Gimondi, oggi 49 anni, che è stato professionista dal 1998 al 2000 nell’Amore&Vita. L’ultimo corridore che ha portato il nome della dinastia bergamasca in gruppo.
Alla famiglia Gimondi le condoglianze della Gazzetta dello Sport


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Author: Luca Gialanella

Tomori, giramondo dal nome impronunciabile: chi è il centrale che arriva al Milan

La sua grande fisicità aveva conquistato Lampard: da seconda scelta nel Chelsea al rilancio con Pioli

Ci sono due Tomori nel calcio europeo. Uno è “il” Tomori, ovvero un club di terza divisione albanese di cui ben pochi avranno sentito parlare lontano dall’Adriatico. L’altro è Fikayo Tomori, possente centrale 23enne del Chelsea, che il Milan sta per portare in Italia. Ben più noto, dunque, e non da oggi.


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Author: Stefano Cantalupi

Ecco chi è Rovella, il nuovo colpo della Juve

Aveva l’Inter nel destino, ma finirà alla Juve. Con le sue 9 presenze in Serie A è già adesso il più utilizzato della covata dei 2001 del Genoa

Non potrà lamentarsi del 2020 Nicolò Rovella: l’anno di pandemia mondiale e crisi economica a lui ha cambiato la vita. Classe 2001, dodici mesi fa era un promettente centrocampista del Genoa Primavera: il 21 dicembre 2019 è arrivato l’esordio in Serie A, nelle ultime ore del 2020 l’accordo che lo farà diventare un giocatore della Juventus.


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Author: Francesco Oddi

Ecco chi è Rovella, il nuovo colpo della Juve

Aveva l’Inter nel destino, ma finirà alla Juve. Con le sue 9 presenze in Serie A è già adesso il più utilizzato della covata dei 2001 del Genoa

Non potrà lamentarsi del 2020 Nicolò Rovella: l’anno di pandemia mondiale e crisi economica a lui ha cambiato la vita. Classe 2001, dodici mesi fa era un promettente centrocampista del Genoa Primavera: il 21 dicembre 2019 è arrivato l’esordio in Serie A, nelle ultime ore del 2020 l’accordo che lo farà diventare un giocatore della Juventus.


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Author: Francesco Oddi

F1, cuore Raikkonen: il suo aereo alla famiglia di Jasikonis in coma

Il team manager della Husqvarna ha parlato della generosità di Raikkonen che aveva mandato il suo jet in Lituania per portare il padre del crossista in Italia, dove era ricoverato in coma dopo una caduta. Il ruolo chiave di Ktm

Le tappe italiane della stagione 2020 hanno riscritto la classifica del Mondiale MXGP. A settembre, a Faenza, Jeffrey Herlings ha visto sfumare il quinto titolo in carriera; qualche settimana dopo, a Mantova, è toccato ad Arminas Jasikonis. Il pilota lettone del team Husqvarna Factory Racing è incappato in una terribile caduta a otto giri dalla fine della seconda manche, riportando un trauma cervicale. Le conseguenze del botto erano state così serie da spingere i medici dell’ospedale di Cremona ad attuare un coma indotto per il giovane pilota.

AIUTO

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In questa situazione così delicata è stato fondamentale l’aiuto di un pilota speciale: Kimi Raikkonen. Il campione del mondo 2007 in F.1 con la Ferrari è uno dei proprietari della squadra dello sfortunato top rider e ha deciso di rendersi utile mettendo a disposizione il proprio aereo privato. Lo ha rivelato il team manager Antti Pyrhönen al sito Gatedrop: “Intendevamo fare in modo che i suoi genitori gli fossero vicini e lo vedessero il prima possibile. Insieme a Kimi abbiamo deciso di inviare il suo aereo in Lituania per prendere il padre di Jasikonis e portarlo in Italia dove era ricoverato il figlio”. Ma i ringraziamenti non finiscono qui: “Anche il supporto di Ktm è stato importante grazie a Pit Beirer, Robert Jonas e Heinz Kinigadner”.

RIENTRO

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Pyrhönen ha anche raccontato la concitazione di quei momenti: “È stato il giorno più buio della mia carriera, sia come team manager che come pilota. Rivedere in pista Jasikonis? Non sappiamo ancora nulla ma, conoscendolo, cercherà di tornare prima possibile”.


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Author: Federico Mariani

Golf, Norman in ospedale con il virus: “Proprio un brutto Natale”

Il leggendario campione australiano è ricoverato in Florida: anche la moglie positiva. Aveva giocato a Orlando col figlio

Greg Norman, leggenda del golf, è in ospedale in Florida a Jupiter con il Covid. Il 65enne australiano Hall of Fame lo ha annunciato via social la notizia con tanto di foto: “Il mio giorno di Natale, questo riassume tutto ‘’. Anche la moglie Michelle è contagiata.

Norman ha giocato nello scorso weekend col figlio Greg jr a Orlando, finendo nono, poi ha cominciato ad avere sintomi. Da martedì, l’ex numero 1 del mondo che ha vinto il British Oper del 1983-86, era in quarantena, da venerdì è ricoverato. “Una brutta esperienza, non vedo l’ora di uscire e di pensare ad grande futuro per il 2021 e oltre”.

Ryder Cup

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Intanto arriva l’annuncio che la Ryder Cup 2021 Usa-Europa in programma nel Wisconsin nel 2021 non sarà rinviata e l’obiettivo è disputarla con il pubblico: a dirlo è Steve Stricker, capitano degli Stati Uniti. “Stiamo parlando di un evento che vanta un’atmosfera unica – spiega il 53enne di Edgerton – quindi la speranza è quella di rendere questo appuntamento davvero speciale, con il pieno supporto dei tifosi». Gli Stati Uniti sono decisi a riscattare la debacle di Parigi 2018. “Possiamo contare su grandi campioni – rivela ancora Stricker – ma anche su talenti del calibro di Collin Morikawa, Matthew Wolff. Ma sono tanti i giocatori segnati sul mio taccuino. E poi conto di recuperare al meglio Brooks Koepka. Abbiamo bisogno di lui”.


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Ciclismo, è morto Sangalli, lo storico disegnatore del Giro d’Italia

Il nome d’arte era Giotto. Milanese, aveva 97 anni. Per il ciclismo, e per tutte le corse della Gazzetta e di Rcs Sport, è stato come Carmelo Silva con le “disegnate” per il calcio. Le sue cartine hanno fatto storia: la prima nel 1953

Se ne va un pezzo di storia del Giro d’Italia, una di quelle figure che hanno segnato la vita della corsa rosa. Cesare Sangalli, professione geometra e nome d’arte Giotto, milanese, si è addormentato per raggiungere Vincenzo Torriani, patron del Giro, e Gino Bartali, il suo campione preferito. Aveva 97 anni, e per mezzo secolo ha disegnato tutte le cartine del Giro d’Italia, le planimetrie e le altimetrie, così come della Milano-Sanremo o del Giro di Lombardia, con la delicatezza del suo pennino intinto nella china e una rara bontà d’animo. Per il ciclismo ha avuto la stessa funzione di Carmelo Silva, autore delle “disegnate” del calcio, più emblematiche delle stesse fotografie.

La storia iniziò con lo Stelvio

Il Giro nasceva da lui, da Torriani e Castellano, da direttori della Gazzetta come Giuseppe Ambrosini, Gino Palumbo e Candido Cannavò. Tutti attorno a un tavolo. E quei segni netti, chiari, che a rivederli oggi sono molto più chiari ed esplicativi di realizzazioni digitali, hanno accompagnato generazioni di italiani, non solo di corridori. Perché in televisione, quando appariva la “sua” planimetria del Giro, erano tutti conquistati da quella linea nera che ha fatto scoprire l’Italia a milioni di persone. Il primo Giro di Sangalli? Quello del 1953, quando Vincenzo Torriani inserì per la prima volta il Passo dello Stelvio, 2758 metri, la prima Cima Coppi, nella tappa da Bolzano a Bormio: il giorno in cui il Campionissimo spodestò Koblet per il suo quinto trionfo.

Il funerale di Cesare Sangalli si terrà domani a Milano alle 13.45 nella chiesa di San Gerolamo Emiliani in Via Don Calabria 36, zona Crescenzago.


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Author: Luca Gialanella

La Roma difende Pellegrini dopo gli insulti dei tifosi e le scuse sui social

Il centrocampista, insultato pesantemente, aveva dato dei “falliti” ai detrattori e poi si era subito scusato. Oggi l’a.d.Fienga lo ha difeso apertamente

Qual è il limite fra critica e insulto? La Roma, scendendo compatta al fianco di Lorenzo Pellegrini, lo fa capire forte e chiaro. Il vice capitano giallorosso ha avuto una domenica poco felice almeno sotto tre punti di vista: il risultato della sua squadra, il pestone alla caviglia destra che lo mette in dubbio per domenica col Bologna e una “storia” su Instagram in cui dava dei “falliti” a chi insultava lui e la sua famiglia, con parole che ci rifiutiamo di riferire per quanto poco abbiano di umano. Scrivere “falliti” è stato uno sbaglio, per il quale ha chiesto scusa a un paio d’ore distanza con un altro post, in cui rivendicava la fragilità dell’essere uomini.

La società

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Così la Roma, per bocca del suo amministratore delegato Guido Fienga, ora si schiera a difesa del proprio talento, con cui vorrà costruire anche il futuro. “Come società siamo vicini a Lorenzo, non solo come calciatore ma anche come uomo – dice l’a.d. -. Non è da tutti commettere uno sbaglio e ammetterlo subito, come è successo ieri, scusandosi con coloro che potessero essersi sentire offesi. Pellegrini lo ha fatto, a differenza dei tanti che negli ultimi tempi hanno usato delle parole vergognose nei suoi confronti e nei confronti della sua bella famiglia. Parole che prescindono dalle critiche e dalle valutazioni calcistiche, ma mirano solo a offendere l’uomo. Lorenzo è un patrimonio della Roma e un pilastro del nostro futuro. E siamo orgogliosi di lui, che ha sempre dato tutto, senza chiedere nulla in cambio”. Gli odiatori da tastiera sono serviti.


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Author: Massimo Cecchini

La Roma difende Pellegrini dopo gli insulti dei tifosi e le scuse sui social

Il centrocampista, insultato pesantemente, aveva dato dei “falliti” ai detrattori e poi si era subito scusato. Oggi l’a.d.Fienga lo ha difeso apertamente

Qual è il limite fra critica e insulto? La Roma, scendendo compatta al fianco di Lorenzo Pellegrini, lo fa capire forte e chiaro. Il vice capitano giallorosso ha avuto una domenica poco felice almeno sotto tre punti di vista: il risultato della sua squadra, il pestone alla caviglia destra che lo mette in dubbio per domenica col Bologna e una “storia” su Instagram in cui dava dei “falliti” a chi insultava lui e la sua famiglia, con parole che ci rifiutiamo di riferire per quanto poco abbiano di umano. Scrivere “falliti” è stato uno sbaglio, per il quale ha chiesto scusa a un paio d’ore distanza con un altro post, in cui rivendicava la fragilità dell’essere uomini.

La società

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Così la Roma, per bocca del suo amministratore delegato Guido Fienga, ora si schiera a difesa del proprio talento, con cui vorrà costruire anche il futuro. “Come società siamo vicini a Lorenzo, non solo come calciatore ma anche come uomo – dice l’a.d. -. Non è da tutti commettere uno sbaglio e ammetterlo subito, come è successo ieri, scusandosi con coloro che potessero essersi sentire offesi. Pellegrini lo ha fatto, a differenza dei tanti che negli ultimi tempi hanno usato delle parole vergognose nei suoi confronti e nei confronti della sua bella famiglia. Parole che prescindono dalle critiche e dalle valutazioni calcistiche, ma mirano solo a offendere l’uomo. Lorenzo è un patrimonio della Roma e un pilastro del nostro futuro. E siamo orgogliosi di lui, che ha sempre dato tutto, senza chiedere nulla in cambio”. Gli odiatori da tastiera sono serviti.


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Author: Massimo Cecchini