Tag Archives: costi

Inter: Suning cerca partner, dall’Asia arriva il nuovo sponsor

Sui conti pesa la crisi Covid, necessari risparmi dal mercato e dai costi di gestione. Si punta a finanziatori o a un socio di minoranza

Sei secondo in classifica a una incollatura dal tuo arcirivale, hai finalmente trovato l’equilibrio dei grandi, mai come stavolta il vento sembra spingerti verso lo scudetto, eppure l’Inter ha qualche sensibile motivo di apprensione.


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Author: Filippo Conticello

Inter: Suning cerca partner, dall’Asia arriva il nuovo sponsor

Sui conti pesa la crisi Covid, necessari risparmi dal mercato e dai costi di gestione. Si punta a finanziatori o a un socio di minoranza

Sei secondo in classifica a una incollatura dal tuo arcirivale, hai finalmente trovato l’equilibrio dei grandi, mai come stavolta il vento sembra spingerti verso lo scudetto, eppure l’Inter ha qualche sensibile motivo di apprensione.


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Author: Filippo Conticello

“Mercedes via dalla F.1? Stesse possibilità che il Bayern lasci il calcio”

Kaellenius: “Ma dobbiamo ridurre i costi. Noi dimezzeremo l’impatto finanziario nei prossimi tre anni”

“L’uscita della Mercedes dalla Formula 1 ha le stesse probabilità che il Bayern Monaco lasci il calcio”: Ola Kaellenius, presidente e a.d. di Daimler, lo ha ribadito mercoledì in una tavola rotonda con i giornalisti. Ma ha pure sottolineato quanto sia necessario che la Formula 1 abbatta i costi ed è ciò su cui è impegnato. Anche perché Stoccarda sta sviluppando un piano per rendere le emissioni anche nelle competizioni sportive, “ neutre”, attraverso l’uso di combustibili sintetici.

I tagli

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“L’impatto finanziario netto sarà dimezzato nei prossimi tre anni. Abbiamo un obiettivo di riduzione dei costi ancora più aggressivo in Formula 1 come nel resto delle altre aree“, ha detto Kaellenius, il quale ha ribadito che Daimler è “vicina” a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica in Europa. “Mercedes-Benz ha aumentato le vendite di auto elettriche e ibride nel terzo trimestre e continuerà a farlo per il resto dell’anno”.


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Serie C, così il protocollo e gli stadi chiusi stanno pesando sui conti dei club

A causa del virus costi aumentati di 4.500 euro a settimana. Senza pubblico perdite per 22 milioni. E la crisi generale miete altre vittime: dopo il Trapani, rischia il Livorno

Le difficoltà della Serie C hanno radici lontane. Dopo il Trapani, anche il Livorno potrebbe rinunciare: in queste ore è una corsa contro il tempo per rispettare le scadenze, mentre i soci litigano e i giocatori potrebbero svincolarsi, tanto che la gara di domenica a Olbia potrebbe saltare.


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Author: Nicola Binda

Calciomercato, Totti offre Rudiger alla Roma e al Milan

L’ex capitano, oggi agente, ha proposto il centrale del Chelsea anche ai giallorossi, ma i costi sono alti. Così ha chiamato il suo amico Maldini…

Certi amori non finiscono, cantava Venditti. Così nessuna sorpresa che Francesco Totti, nella sua nuova veste di agente e mediatore di calciatori, abbia la Roma nel cuore. Così l’ex capitano – incaricato di trattare Rudiger con le squadre italiane – ha per prima cosa proposto il giocatore tedesco alla Roma, dove Rudiger ha giocato con profitto. Ovviamente, il difensore sarebbe l’alternativa a Smalling, ma tra ingaggio e cartellino, la spesa sembra eccessiva. Così Totti si è messo al telefono col suo amico Paolo Maldini per offrirlo al Milan, che pare più interessato. Si attendono sviluppi, ma il cuore dell’ex capitano non dimentica mai la Roma.

Rudiger e la Roma

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Ricordi giallorossi. “Toni” Rudiger ha passato due anni nella Capitale. Centrale difensivo roccioso e solido, classe ’93, arrivò dallo Stoccarda nel 2015 per 4 milioni di prestito con riscatto fissato a 9 (poi esercitato). Numeri importanti: 72 partite e 2 reti, prima del trasferimento al Chelsea nell’estate del 2017 per 35 milioni (più altri 4 di bonus). Titolare sia con Garcia che con Spalletti, dopo aver lasciato la Roma ha giocato sempre in Inghilterra e in Premier, collezionando 115 presenze e 6 reti con i Blues tra campionato e coppe. Ha vinto la Coppa d’Inghilterra nel 2018 e l’Europa League nel 2019. Ora potrebbe tornare in Italia… grazie a Totti.


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Author: Massimo Cecchini

LIVE Il padre di Messi a Barcellona: l’incontro con Bartomeu per Leo

Il papà del campione argentino chiede di lasciare i blaugrana senza costi del cartellino. Ma il club ha altre idee e le ha ribadite. Insomma, la situazione è ancora ingarbugliata

Ore 21 – C’è stato l’incontro: nessun accordo

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Josep Bartomeu, accompagnato da Javier Bordas, membro del Cda del Barcellona, e da un avvocato del club, ha incontrato il padre di Leo Messi, Jorge, e il fratello Rodrigo, insieme all’avvocato della famiglia Jorge Pecourt. Un meeting di circa un’ora e mezza, in cui però le parti sono rimaste ferme sulle rispettive posizioni: i Messi vogliono essere liberati gratis dal Barça, la società blaugrana vuole trattenere il campione argentino e chiedono il rispetto della clausola di 700 milioni di euro. In più, Bartomeu avrebbe dettagliato ai Messi l’offerta per il rinnovo di contratto (in scadenza nel 2021) per altre due stagioni.

Ore 19.40 – Dalla Spagna: stasera l’incontro

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Secondo quanto riporta il Mundo Deportivo, il padre di Leo Messi, Jorge, incontrerà il presidente del Barcellona, Josep Bartomeu per discutere del futuro del campione argentino.

Ore 18.55 – Bartomeu dai Messi?

—  

Forse è solo una coincidenza, ma l’auto del presidente Josep Bartomeu, con al volante il figlio, è stata avvistata sotto casa di Jorge Messi.

Ore 17.50 – Dove sono i Messi?

—  

Voci, spifferi, indiscrezioni, ma ancora nessuna pista certa circa l’atteso faccia a faccia tra Messi senior e il presidente blaugrana Josep Bartomeu. Mentre i giornalisti di mezzo mondo piantonano i punti caldi della città catalana inseguendo lo scoop, l’entourage della Pulce fa perdere le proprie tracce e regna il mistero assoluto sulla riunione che dovrebbe segnare un punto di svolta nel braccio di ferro tra il fuoriclasse argentino e il Barcellona. L’incontro potrebbe avere luogo da un momento all’altro, ma c’è chi ipotizza che possa slittare a domani.

La mattinata

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Jorge Messi è atterrato a Barcellona questa mattina poco dopo le 7.30 con un volo privato proveniente da Rosario. Ci si attendeva l’incontro con Bartomeu nel giro di qualche ora, invece il padre della Pulce si è diretto negli uffici della Fundacion Messi per un confronto con i legali del figlio durato quasi quattro ore. Da lì il trasferimento in gran segreto in un ristorante italiano nel centro città per un pranzo riservato con il fratello della Pulce, Rodrigo. Dopodiché, secondo quanto riferito dai cronisti sul posto, se ne sono perse le tracce. L’ipotesi che circola con più insistenza è che Jorge e Rodrigo si siano diretti a Castelldefels, comune a circa 25 chilometri da Barcellona dove vive la Pulce, per radunare la famiglia e fare il punto della situazione. Nel frattempo, il presidente Bartomeu ha trascorso la mattina al Camp Nou, dove ha reso omaggio al partente Rakitic.

Il depistaggio

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Ad alimentare l’incertezza di una giornata convulsa e avvolta nel mistero ci ha pensato l’ufficio marketing del Barça, che ha confezionato la campagna pubblicitaria per il lancio della nuova maglia blaugrana: in primo piano – pare su precisa indicazione di Bartomeu – compare proprio Messi quale simbolo del nuovo Barcellona agli ordini di Ronald Koeman. Provocazione o depistaggio? Si vedrà, di certo è la conferma del fatto che il numero uno blaugrana considera ancora la Pulce un giocatore del Barça a tutti gli effetti. Nonostante il diretto interessato la pensi in maniera diametralmente opposta.


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Author: Adriano Seu

LIVE Il padre di Messi a Barcellona: l’incontro con Bartomeu per Leo

Il papà del campione argentino chiede di lasciare i blaugrana senza costi del cartellino. Ma il club ha altre idee. Che dal meeting tra le parti nasca un’intesa in un senso o nell’altro?

Ore 19.40 – Dalla Spagna: stasera l’incontro

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Secondo quanto riporta il Mundo Deportivo, il padre di Leo Messi, Jorge, incontrerà il presidente del Barcellona, Josep Bartomeu per discutere del futuro del campione argentino.

Ore 18.55 – Bartomeu dai Messi?

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Forse è solo una coincidenza, ma l’auto del presidente Josep Bartomeu, con al volante il figlio, è stata avvistata sotto casa di Jorge Messi.

Ore 17.50 – Dove sono i Messi?

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Voci, spifferi, indiscrezioni, ma ancora nessuna pista certa circa l’atteso faccia a faccia tra Messi senior e il presidente blaugrana Josep Bartomeu. Mentre i giornalisti di mezzo mondo piantonano i punti caldi della città catalana inseguendo lo scoop, l’entourage della Pulce fa perdere le proprie tracce e regna il mistero assoluto sulla riunione che dovrebbe segnare un punto di svolta nel braccio di ferro tra il fuoriclasse argentino e il Barcellona. L’incontro potrebbe avere luogo da un momento all’altro, ma c’è chi ipotizza che possa slittare a domani.

La mattinata

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Jorge Messi è atterrato a Barcellona questa mattina poco dopo le 7.30 con un volo privato proveniente da Rosario. Ci si attendeva l’incontro con Bartomeu nel giro di qualche ora, invece il padre della Pulce si è diretto negli uffici della Fundacion Messi per un confronto con i legali del figlio durato quasi quattro ore. Da lì il trasferimento in gran segreto in un ristorante italiano nel centro città per un pranzo riservato con il fratello della Pulce, Rodrigo. Dopodiché, secondo quanto riferito dai cronisti sul posto, se ne sono perse le tracce. L’ipotesi che circola con più insistenza è che Jorge e Rodrigo si siano diretti a Castelldefels, comune a circa 25 chilometri da Barcellona dove vive la Pulce, per radunare la famiglia e fare il punto della situazione. Nel frattempo, il presidente Bartomeu ha trascorso la mattina al Camp Nou, dove ha reso omaggio al partente Rakitic.

Il depistaggio

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Ad alimentare l’incertezza di una giornata convulsa e avvolta nel mistero ci ha pensato l’ufficio marketing del Barça, che ha confezionato la campagna pubblicitaria per il lancio della nuova maglia blaugrana: in primo piano – pare su precisa indicazione di Bartomeu – compare proprio Messi quale simbolo del nuovo Barcellona agli ordini di Ronald Koeman. Provocazione o depistaggio? Si vedrà, di certo è la conferma del fatto che il numero uno blaugrana considera ancora la Pulce un giocatore del Barça a tutti gli effetti. Nonostante il diretto interessato la pensi in maniera diametralmente opposta.


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Sondaggio Sap Concur: dipendenti italiani i più confusi in Ue su lavoro da casa

Il 42% non sa se il datore di lavoro copre i costi per i dispositivi IT


DATI


Sondaggio Sap Concur: dipendenti italiani i più confusi in Ue su lavoro da casa

Lavoro da casa


Sullo smart working i dipendenti italiani sono i più confusi in Europa: solo il 15% (uno su sei) è stato informato su come gestire le spese durante il lockdown, risultando così tra i più disinformati dopo i lavoratori francesi (12%), mentre i più informati sono i lavoratori danesi (24%) seguiti da Svezia e Regno Unito (19%), Germania (18%), Olanda (16%) e Spagna (15%). Emerge dal sondaggio “Home Office” di Sap Concur che indaga sulle spese di telelavoro tra 6.812 dipendenti in 8 mercati europei. A livello europeo infatti, rimane ancora molta confusione su quanto i dipendenti possano spendere per attrezzarsi a lavorare da remoto.

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Solo il 34% dei dipendenti italiani è stato informato su quanto tempo passerà ancora a lavorare in smart working, risultando però tra i più edotti insieme alla Francia (34%), rispetto a Paesi Bassi e Spagna (30%), Germania (28%), Danimarca (26%), Svezia (24%) e Regno Unito (22%).






Per quanto riguarda le spese però si riscontra poca chiarezza in Italia: il 76% dei lavoratori non è sicuro se e quali spese è autorizzato a sostenere mentre lavora da casa; la situazione è migliore negli altri Paesi europei con Olanda (72%), Francia (69%), Spagna (64%), Regno Unito (63%), Danimarca (60%), Germania (58%), Svezia (51%) che mostrano di avere idee più chiare.


Tra i dipendenti italiani intervistati il 42% non è stato informato riguardo i rimborsi relativi all’acquisto di dispositivi software e hardware, fondamentali per poter portare avanti attività lavorative da casa. Più rosea la situazione nel resto d’Europa: Germania (38%), UK (32%), Spagna (31%), Francia (32%) e Danimarca (27%) non sanno se l’azienda copra spese relative all’elettricità e al riscaldamento, il 23% dei dipendenti svedesi non sa se riceverà il rimborso relativo a spese per mobili per ufficio, mentre nei Paesi Bassi c’è un’incognita sulle spese relative a hardware e software IT (36%).


Il 31% dei lavoratori italiani afferma, inoltre, di non poter sostenere alcun costo: gli altri Paesi europei invece danno maggiori possibilità, con Spagna (10%), Danimarca (17%), Svezia e Olanda (20%) tra le più virtuose. La maggior parte dei dipendenti ammette di non essere stata preparata a lavorare da casa prima della pandemia


Lavorare da casa è recentemente diventata la nuova normalità, lasciando gli uffici vuoti e dipendenti che cercano nuovi modi di connettersi, collaborare e svolgere il proprio lavoro. Tuttavia, solo il 39% dei dipendenti italiani ritiene di essere stato preparato a lavorare in smart working prima dell’emergenza sanitaria Covid-19. A livello europeo, i dipendenti svedesi erano i più preparati (52%) mentre la pandemia ha trovato meno organizzati gli spagnoli con il 67% dei lavoratori che non sapevano come poter gestire le attività lavorative in smart working.


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