Tag Archives: gestione

Balotelli, lo sfogo sulla gestione della pandemia: “Italia nel degrado”

Balotelli, lo sfogo sulla gestione della pandemia: “Italia nel degrado”Mario nelle stories se la prende con le norme anti Covid: “Possibile che non si possa gestire il paese e chi ci abita in modo sano e onesto? Con la zona rossa c’è il doppio del traffico”


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In sella con Manuel Poggiali: un corso di guida sicura con il due volte iridato

Il sanmarinese insegnerà ai giovani le basi della gestione su strada di una moto con l’iniziativa ‘MP54 Motorsport’

Chi meglio di un campione del mondo può insegnare ai giovani come si sta in sella e come affrontare le situazioni di emergenza che si presentano alla guida di un mezzo a due ruote? La risposta è più semplice del previsto: un due volte campione del mondo. Per questo la Segreteria di Stato Istruzione e Cultura di San Marino (sostanzialmente il ministero dell’istruzione della piccola Repubblica) ha deciso di patrocinare MP54 Motorsport, un corso di guida sicura tenuto nientemeno che da Manuel Poggiali.

A scuola col campione

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Campione del mondo della 125 nel 2001 e della 250 nel 2003, Manuel insegnerà agli aspiranti motociclisti le basi della guida su strada, educandoli alla corretta conduzione del mezzo e alla gestione degli imprevisti che si possono parare davanti a ogni motociclista. Il corso, che partirà quest’estate, si rivolge ai ragazzi tra i 12 e i 13 anni, quelli che si apprestano a salire per la prima volta in sella sui 50 cc.

Educazione e sicurezza

 

“Partiremo con questo progetto di guida sicura, un progetto molto utile per formare i giovani ed educarli alla corretta guida, che è poi l’aspetto su cui mi concentrerò io”, ha spiegato Manuel ai microfoni di Rtv San Marino “Con la speranza, ovviamente, di renderli più sicuri”. “Questo è l’anno zero, ma l’obiettivo è continuare su questa strada perché questa iniziativa va a beneficio dell’intera popolazione”, ha proseguito il due volte iridato, non nuovo a iniziative di questo tipo. “Sarà importante concentrarsi non solo sugli obiettivi del 2021 ma anche guardare avanti per ampliare gli orizzonti alla ricerca di una sempre maggiore sicurezza stradale”.


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Author: Manuele Cecconi

Inter: Suning cerca partner, dall’Asia arriva il nuovo sponsor

Sui conti pesa la crisi Covid, necessari risparmi dal mercato e dai costi di gestione. Si punta a finanziatori o a un socio di minoranza

Sei secondo in classifica a una incollatura dal tuo arcirivale, hai finalmente trovato l’equilibrio dei grandi, mai come stavolta il vento sembra spingerti verso lo scudetto, eppure l’Inter ha qualche sensibile motivo di apprensione.


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Author: Filippo Conticello

Inter: Suning cerca partner, dall’Asia arriva il nuovo sponsor

Sui conti pesa la crisi Covid, necessari risparmi dal mercato e dai costi di gestione. Si punta a finanziatori o a un socio di minoranza

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Author: Filippo Conticello

Lazio, caso tamponi, si muove la Procura di Avellino

IL BLITZ

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Investigatori della polizia giudiziaria inviati dalla Procura della Repubblica di Avellino, che indaga anche sul rispetto dei protocolli anti-Covid da parte della Lazio, hanno acquisito documenti e referti nel centro sportivo biancoceleste di Formello e nel laboratorio di analisi di Avellino.


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Superbike, Rea record come… Agostini: sa “creare” le vittorie

Il sesto Mondiale di fila celebra un campione imbattibile per freddezza, velocità e capacità di gestione delle gare. Come l’immenso “Ago”, ha battuto compagni e avversari di squadra. E se provasse la MotoGP?

Massimo Falcioni

Dal muretto box della Kawasaki spunta il cartello con scritto “six” e per Jonathan Rea vuol dire il sesto titolo Mondiale SBK. Come previsto, Gara 1 dell’Estoril è stata decisiva per l’assegnazione del WSBK 2020. Fuori gara Redding sin dall’inizio per problemi tecnici, Rea poco si è preoccupato della classifica del round finendo quarto in scioltezza dietro al trionfante Razgatlioglu (e due!) e ai due pimpanti Davies e Gerloff.

e sei dunque!

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Sei titoli mondiali SBK vinti uno in fila all’altro, dal 2015 al 2020. E 99 vittorie tonde tonde in carriera con la centesima che probabilmente arriverà domani nella Superpole Race o in Gara2. Qui all’Estoril, dopo Gara 1, si fa la storia, non solo della Sbk, perché Jonathan Rea conquistando la sua sesta corona iridata entra di diritto nel firmamento dei miti del motociclismo di tutti i tempi. Giù il cappello, di fronte a Jonathan, corridore senza proclami, dal sorriso mite e di poche parole, passato dai primi due centri del 2009 ai pienoni delle ultime sei stagioni dove ha fatto piazza pulita, lasciando agli avversari di turno solamente le illusioni, qualche vittoria, poco più. Gran festa nel Team Kawasaki, pur con le mascherine e i dovuti distanziamenti per l’emergenza Covid, e comunque calici alzati con i vini di gran riserva della Borgogna portati qui dall’ultima gara di Magny-Cours (si dice che si è pura stappata una Chambertin Grand Cru d’annata dal gusto e dal prezzo… da Re, privilegio andato nello sport solo al mitico e raffinato fuoriclasse del ciclismo “Jacquot” Jacques Anquetil) perché così si fa onorando chi vince, anzi stravince.

anomalo

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Agli altri, a tutti gli altri, resta il bicchiere vuoto, con il gusto amaro della sconfitta pur se in questo caso va dato a Scott Redding e alla Ducati l’onore delle armi per le vittorie di tappa, per averci provato. Ma torniamo a Rea. Il trentatreenne irlandese di Ballymena, (cittadina cuore della Bible Belt, cintura biblica, fra i centri più colpiti dal conflitto nordirlandese e dal settarismo religioso) era uscito alla grande due settimane fa dal round francese freddo e bagnato di Magny-Cours con due vittorie ma fuori podio in Gara2 per problemi di grip dovendo così rinviare la festa (già pronta) per il titolo all’ultima tappa dell’Estoril. Poco male, così l’attesa è cresciuta e ci ha guadagnato lo show. L’asso irlandese ha comunque fatto suo questo mondiale anomalo – di soli 8 round e partito solo a luglio a Jerez – causa l’emergenza Covid, dettando la sua legge, quella del più forte. Rea, a dire il vero, in passato ha fatto anche meglio: alla prima stagione con la Kawasaki, il 20 settembre 2015 a Jerez, si laureava per la prima volta campione del mondo SBK con due gare d’anticipo regalando alla Kawasaki il suo primo titolo costruttori nel mondiale delle derivate di serie. L’elenco dei record stabiliti da Rea è lungo e noto.

senza paura

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Significativo che il fuoriclasse nordirlandese ha avuto in Kawasaki diversi validissimi compagni di squadra (Sykes, Haslam, Lowes) e, sulle moto di altre Case, tanti avversari più che tosti (specie in Ducati: Giugliano, Davies, Melandri, Bautista, Redding) ma la musica non è cambiata: sugli altari è sempre salito magistralmente Rea e agli altri è toccato sempre il ruolo di “sconfitti”, pur se non di rado, con gli onori di chi ci ha provato e si è battuto alla grande. In altre parole, cambiano i musicanti ma la musica resta sempre la stessa, con Rea direttore d’orchestra. È lui il castigamatti della SBK, è lui che da almeno 6 anni fa la differenza, è lui che fa vincere la pur superba Kawasaki. Tanti appassionati chiedono: con Rea Ducati avrebbe vinto? Non c’è la controprova e con i “se” non si vince. Messo tutto sulla bilancia si può dire che con Rea in sella alla rossa, Ducati avrebbe vinto il WSBK già nell’ultima stagione della bicilindrica e avrebbe vinto il titolo 2019 con la nuova 4 cilindri.

La Ducati, oggi (e non solo oggi) ha una gran moto e con l’irlandese difficilmente avrebbe mancato il grande bersaglio. Ci ripetiamo. A Borgo Panigale dovevano fare carte false per ingaggiare Rea: avrebbero tolto le ali alla Kawasaki portandosi in casa il pilota che fa la differenza. Il motivo per cui questo non è stato fatto non è dato sapere. Redding è un gran bel manico ma, evidentemente, un conto è fare show in pista e fuori battagliando e vincendo anche belle corse, un conto è portare a casa il Mondiale. Serve quella continuità e maturità tecnico-agonistica che Redding non ha (ancora) e che – si spera – dimostrerà nel 2021 puntando senza “se” e senza “ma” al titolo.

caratteristiche

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Rea è il pilota più vincente in SBK, il più forte, il più corretto, il più elegante in pista: integro, veloce in ogni condizione, tatticamente superbo, freddo nelle situazioni difficili, capace di non darsi mai per vinto, rilanciando sempre e comunque le proprie chance, producendo il “risultato” (l’esempio di oggi all’Estoril è eclatante) come fosse – fatte le debite differenze – un nuovo… Agostini, maestro nel gestirsi: “C’è un tempo per il coraggio e un tempo per la cautela”. Alla bisogna, Rea ha dimostrato anche di saper essere “canaglia” emulando lo scozzese volante dagli occhi di ghiaccio e dalla mascella quadrata, Bob McIntyre: “O in pista sei una canaglia e vinci o la canaglia è il tuo avversario e vince lui”. Già. E non basta, serve la squadra. Infatti questi straordinari risultati di Jonathan sono anche il frutto della qualità e della coesione di un team capace di “fare la moto giusta nel momento giusto” assecondando il proprio pilota in tutto e per tutto. Il giusto feeling fra pilota, Casa, Team fanno il risultato.

e adesso?

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Molti chiedono se Rea poteva e può essere anche un pilota valido in MotoGP. Riportiamo quanto già scritto sulla Gazzetta dopo Magny-Cours: “Quando nel lontano 2012 Rea fu chiamato dalla Honda a sostituire in MotoGP l’infortunato Stoner, fece 2 piazzamenti: 8° a Misano e 7° ad Aragon. Moto difficile, quella Honda, serviva tempo per prenderne le misure e abbassare i tempi e salire in classifica. Se in MotoGP ci stava nella top ten Bautista, poteva starci anche Rea. Quel Rea che decise lui di non continuare in MotoGP dicendo poi “No” all’invito suadente di Fausto Gresini: meglio essere il number one in Sbk che uno dei dieci in MotoGP!” Però mai dire mai. Grazie, Jonathan, per quel che hai dato e darai ancora al grande motociclismo.


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Author: Massimo Falcioni

Inter, difesa a tre, non ti amo: Skriniar esce dai radar di Conte, ma il futuro…

Slovacco meglio nella gestione Spalletti, Antonio gli preferisce altri uomini (Bastoni). I soli 25 anni, però, suggeriscono alcune riflessioni

Si sta parlando della possibilità di addio di Milan Skriniar: situazione, come detto, non impossibile ma comunque non semplice sia per la valutazione decisa dall’Inter (50 milioni di euro) che di conseguenza per la volontà di non svalutare quello che per la società rimane un capitale importante, decisamente ricco. E in assenza di offerte top, lo slovacco resterebbe a Milano.


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Author: Francesco Fontana

Inter, difesa a tre, non ti amo: Skriniar esce dai radar di Conte, ma il futuro…

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Author: Francesco Fontana

Juve, Marchisio: “Pirlo incognita affascinante. Come 9 scelgo Dzeko”

L’ex juventino: “I problemi per Andrea potrebbero arrivare dalla gestione dei campioni. Da Sarri ci aspettavamo di più, ma ha comunque vinto lo scudetto”

Claudio Marchisio per la sua vita sta disegnando una parabola originale, diversa da quella di tutti i calciatori della sua generazione. Nel 2019 sui social ha parlato con trasporto di Silvia Romano, della questione ambientale, dei bambini che combattono contro una malattia, mischiando argomenti alti alle classiche foto in posa di Instagram, e tra un mese pubblicherà un libro dedicato a temi civili.


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Author: Luca Bianchin

Juve, Marchisio: “Pirlo incognita affascinante. Come 9 scelgo Dzeko”

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Author: Luca Bianchin