Tag Archives: Golden

Sorpresona Warriors: ecco come hanno ribaltato i Lakers

Clamorosa vittoria in rimonta di Golden State in casa dei campioni. Luka e i Mavs si arrendono con Toronto

Davide Chinellato
@dchinellato

Sorpresa sorpresa. Golden State rinasce nell’ultimo quarto e si prende una inattesa vittoria in casa Lakers, che erano stati avanti anche di 19 punti. Nella lunga notte Nba dedicata a Martin Luther King festeggiano anche Toronto, Chicago, Miami e Memphis Los Angeles.

LA Lakers-Golden State Warriors 113-115
L’hanno fatto di nuovo. I Warriors si prendono una clamorosa vittoria in rimonta, stavolta in casa dei Lakers stesi recuperando un vantaggio che ad inizio quarto periodo era di 14 punti. “Se giochiamo con la voglia di competere e aggressività possiamo battere chiunque – chiosa Steve Kerr -. Spero che questa sia una vittoria importante”. Può diventarlo davvero per Golden State (7 vinte-6 perse in stagione) che riparte dopo due sconfitte di fila con un successo costruito sul gruppo e su quell’aggressività che il coach chiede da inizio anno sia parte integrante del Dna della squadra. Steph Curry ha chiuso con 26 punti ma sbagliato tanto al tiro, soprattutto da tre (3/12) svelando però che attorno ha una squadra che sta crescendo: Kelly Oubre Jr, 23 punti, ha giocato la sua miglior partita dell’anno, quella di cui aveva bisogno dopo un inizio da incubo; la panchina, trascinata dal sontuoso Eric Paschall (19 punti) ha mostrato che può essere un’arma; Draymond Green ha confermato che sta crescendo (“Mi ha ricordato il vecchio Draymond stasera” lo applaude Kerr) e che la sua leadership è fondamentale per il successo di questa squadra. “Questa vittoria è un passo nella giusta direzione – dice Curry – contro una di quelle squadre con cui misuriamo il nostro valore. Dobbiamo però metterne in fila qualcuna così per capire che possiamo davvero essere questi”. I Lakers (11-4) si leccano le ferite per aver buttato via “una partita che dovevamo vincere”, come dice Anthony Davis abbattuto nel finale. Lui (17 punti, 17 rimbalzi e 7 assist) e LeBron James (19 punti, 5 rimbalzi e 5 assist) hanno giocato una partita al di sotto dei loro standard, evidenziata soprattutto dal 12/32 di coppia al tiro. Dennis Schröder (25 punti) e Montrezl Harrell (17 con 8 rimbalzi) hanno confermato che quest’anno i Lakers sono molto di più delle due star, ma è arrivata comunque la sconfitta. “Non abbiamo difeso come sappiamo, ma loro hanno giocato meglio di noi nella ripresa” ammette coach Vogel. LeBron ha un’altra spiegazione: “Nel secondo tempo ci sono state un paio di chiamate discutibili che ci hanno rallentato”. Per i Lakers primo stop dopo 5 successi: tutte le 4 sconfitte stagionali sono arrivate allo Staples Center.

La partita

—  

Schröder infila 14 punti in meno di 7’ e lancia i Lakers ad una partenza sprint che Davis sigilla sul 33-14 a 2’14” dalla prima sirena. I Warriors si riprendono: 8-1 per chiudere il quarto e parzialone della panchina con Paschall protagonista e Oubre che a 7’13” dal riposo fa 42-37 Lakers. I gialloviola però si riprendono subito, con un 18-7 ispirato da LeBron che vale il comodo 64-48 al riposo. Nel terzo quarto Golden State rimonta una prima volta, accorciando fino a 70-68 con Curry (11 punti nel periodo) e le triple del positivo Andrew Wiggins. I Lakers però ripartono forte con un’accelerata di Kuzma, chiudono il terzo periodo sul 92-81 e con una tripla di LeBron sono sul 97-83 con 11’12” da giocare. E sembrano in completo controllo. Solo che l’attacco Lakers si spegne, la difesa rallenta e Golden State all’improvviso rinasce, prima con la panchina spinta da Paschall e poi con Curry: un devastante parziale di 18-4 proietta gli ospiti sul 115-110 con 1’07” da accorciare, punteggio sigillato da una splendida tripla di Steph marcato da Davis. Schröder prova a rimettere in moto i Lakers, Curry sbaglia l’affondo al ferro e ai padroni di casa restano 12” per raddrizzare la partita. Il primo possesso finisce in un pasticcio, ma Vogel fa in tempo a chiamare un timeout e a tenersi due secondi per un altro tentativo: la palla viene consegnata a LeBron, ma il suo tentativo da distanza Curry si infrange sul ferro. Golden State esulta per una vittoria che può essere fondamentale. I Lakers a Milwaukee, prima tappa di un filotto di 7 trasferte, proveranno a confermare che in questa nuova era non perdono due gare di fila.
LA Lakers:Schröder 25 (7/10 da due, 1/5 da tre, 8/9 tiri liberi), James 19, Davis 17, Harrell 17. Rimbalzi: Davis 17. Assist: Davis 7.
Golden State: Curry 26 (5/10, 3/12, 7/7 tl), Oubre 23, Paschall 19. Rimbalzi: Green 8. Assist: Green 9.

Toronto Raptors-Dallas Mavericks 116-93 Su la testa. I Raptors (5-8) tornano ad assomigliare alla favola che ha sorpreso tutti negli ultimi due anni, e battendo Dallas (6-7) a Tampa si prendono la terza vittoria consecutiva, quella che serve per convincersi che la favola non è finita e che i canadesi immigrati in Florida hanno talento almeno per infilarsi ai playoff. La vittoria sui Mavs, al secondo stop consecutivo, è bella e convincente: Lowry (23 punti e 7 assist) fa girare bene la squadra, Siakam si sveglia nella ripresa dopo un opaco primo tempo (15 punti e 6/10 al tiro dopo l’intervallo, 4 e 1/9 prima) e Boucher (21 punti e 10 rimbalzi, altra perla da aggiungere alla collezione della nuova rivelazione Raptors) e Powell (17 punti) rendono la panchina di Nurse un’arma pericolosissima. Dallas inciampa perché si fa murare dalla difesa dei Raptors al 37.8% e perde 17 palloni che gli avversari tramutano in 22 punti. Troppi, anche se Kristaps Porzingis tira fuori la sua migliori prestazione stagionale (23 punti e 9 rimbalzi). Forse sarebbe servito Luka Doncic in versione one man show come 24 ore prima contro Chicago (storica tripla doppia con cui ha superato Michael Jordan), ma lo sloveno gioca una partita normale e si ferma a 15 punti, 7 rimbalzi e 9 assist con 4/11 al tiro. Coach Carlisle almeno ha ritrovato Jalen Brunson, uscito dopo una settimana dal protocollo Covid, e aspetta che Finney-Smith, Powell, Kleber e Richardson facciano lo stesso per capire meglio se gli alti e bassi di Dallas sono malesseri di inizio stagione o un problema più importante. Toronto ha messo le mani sulla vittoria nel terzo quarto, prendendo il controllo della partita con un parziale di 20-5 buono per la fuga sul 75-61 con 3’20” da giocare nel terzo periodo. Dallas prova a reagire e comincia l’ultimo quarto sotto 81-72, ma i Raptors piazzano un’altra spallata e scappano sul 104-83 quando VanVleet fa centro da fuori con 5’27” da giocare. I Mavs non hanno più energie e alzano bandiera bianca.
Toronto:Lowry 23 (6/7, 3/5, 2/2 tl), Boucher 21, Siakam 19. Rimbalzi: Anunoby 11. Assist: Lowry 7.
Dallas:Porzingis 23 (6/9, 2/5, 5/7 tl), Burke 17, Doncic 15, Johnson 15. Rimbalzi: Porzingis 9.Assist: Doncic 9.

Chicago Bulls-Houston Rockets 125-120
Dev’essere l’odore di Texas nell’aria che piace tanto ai Bulls. Ventiquattro ore dopo aver battuto i Mavs, Chicago (6-8) si prende un’altra vittoria contro una texana, questa volta facendo cominciare con una sconfitta l’era di Victor Oladipo a Houston (4-8). E’ un successo meritato per la squadra di Billy Donovan, ancora una volta trascinata dalla straordinaria vena realizzativa di Zach LaVine in questa prima parte di stagione. La star dei Bulls, come i compagni nell’affascinate maglia City Edition, inventa uno show da 33 punti con cui permette ai suoi di respingere i costanti assalti di Houston. Sì, perché Oladipo comincia la sua nuova avventura con 32 punti e 9 assist con cui ispira Christian Wood, ancora una volta convincente con 30 punti e 9 rimbalzi. Coach Silas rimedia la seconda sconfitta di fila ancora senza John Wall, sempre ai box, ma ha cominciato a gettare le basi per il dopo James Harden e la costruzione di una squadra che ha il talento per essere intrigante. A Chicago, i Rockets vanno sotto di 17 punti nel primo periodo, ma anziché affondare galleggiano sempre minacciosi. Solo che non riescono mai a completare la rimonta, e grazie ai punti di LaVine i Bulls riescono a portare a termine la loro missione.
Chicago:LaVine 33 (7/8, 4/8, 7/8 tl), Markkanen 18, Temple 13, Valentine 13. Rimbalzi: Young 9. Assist: LaVine 7.
Houston:Oladipo 32 (9/14, 4/9 2/4 tl), Wood 30, Gordon 21. Rimbalzi: Wood 9. Assist: Oladipo 9.

Miami Heat-Detroit Pistons 113-107
Che fatica. Miami (5-8), ancora senza Jimmy Butler, si rimette in moto dopo 3 sconfitte consecutive piegando Detroit (3-10) all’American Airlines Arena. Per riuscirci però, gli Heat ancora senza Jimmy Butler (nel protocollo anti Covid) e senza Tyler Herro (fermo per un problema al collo) hanno dovuto rimontare 19 punti di svantaggio che avevano accumulato nel primo quarto contro la squadra con cui avevano perso di 20 nel primo atto della mini serie. Decisivo Bam Adebayo, travolgente con 28 punti, 11 rimbalzi e 5 assist e bravo a far seguire con una super prestazione il grido d’allarme lanciato dopo la sconfitta di 48 prima. Fondamentali per la vittoria Heat anche Goran Dragic (22 punti, per una volta da titolare), Duncan Robinson, 18 punti con 6 triple) e Kendrick Nunn, che con 18 punti dalla panchina ha ricordato perché lo scorso anno è arrivato secondo per il premio di rookie dell’anno. Per Detroit, che ha concesso agli Heat il 57.3% al tiro, solito show di Jerami Grant, sempre più uomo franchigia con 27 punti e 6 assist, aiutato dallo scatenato Wayne Ellington (24 punti con 7 triple). Ancora anonimo Blake Griffin, 5 punti e 5 rimbalzi in 36’. I Pistons erano avanti 30-11 a 4’24” dalla prima sirena. Miami ha iniziato lì la sua rimonta, completata una prima volta a metà secondo quarto prima di prendere il controllo del match a metà del terzo. Da lì in avanti Heat sempre battistrada, ma Detroit non affonda mai e resta fino alla fine in una partita che si chiude solo quando Adebayo dalla lunetta fa 113-107 con 16” da giocare.
Miami:Adebayo 28 (9/14, 0/1, 10/11 tl), Dragic 22, Robinson 18, Nunn 18. Rimbalzi: Adebayo 11. Assist: Adebayo 5.
Detroit:Grant 27 (8/13, 2/6, 5/5 tl), Ellington 24, Rose 21. Rimbalzi: Plumlee 7. Assist: Grant 6.

Memphis Grizzlies-Phoenix Suns 108-104
Cinque vittorie di fila. Memphis (7-6) continua la sua serie vincente ai danni di Phoenix (7-5), tornata in campo dopo una settimana di stop per la quarantena preventiva che ha privato coach Monty Williams di tre giocatori. Anche i Grizzlies hanno i loro problemi con la pandemia, con Jonas Valanciunas in quarantena, ma in campo sono riusciti a farne a meno grazie soprattutto a Ja Morant, che alla seconda partita dopo due settimane di stop sforna uno show da 17 punti e 10 assist che include anche le giocate decisive nel finale di una partita tirata, che i Suns sembravano poter controllare all’inizio (tre volte a +10 nel primo tempo) e che ha invece vissuto di un bel testa a testa fino alla fine, con la tripla di Allen del 101-98 Memphis a 1’06” dalla fine ultimo sorpasso dei padroni di casa.I Grizzlies chiudono con 7 giocatori in doppia cifra, Phoenix ha l’intero quintetto con almeno 10 punti ma ha pagato la giornata difficile al tiro di Devin Booker, che chiude con 12 punti e 5/21 dal campo. Importante sotto canestro DeAndre Ayton, 18 punti e 16 rimbalzi, importante la regia di Chris Paul (16 punti e 7 assist): non sono bastati.
Memphis: Morant 17 (4/8, 1/2, 6/8 tl), Clarke 17 (7/12, 1/1), Allen 16. Rimbalzi: Anderson 8. Assist: Morant 10.
Phoenix:Ayton 18 (7/12, 0/2, 4/5 tl), Bridges 17, Paul 16. Rimbalzi: Ayton 16. Paul 7.


Go to Source
Author: Davide Chinellato

Kurtenbach: Warriors are going to run Steph Curry into the ground

Nearly a month into the Warriors season and nothing has changed.

Yes, Golden State has some games after their inauspicious start to the season. Yes, we’ve seen some development from James Wiseman, the return of Draymond Green, and a new role for Eric Paschall. Yes, the Warriors look like a viable playoff team in the Western Conference.

But this team is still overly reliant on Stephen Curry to win. And if that continues for the next few months, there’s not going to be anything left of No. 30 for those playoffs.

Of course, there are far less capable people to carry an entire team out there, but that doesn’t make what the Warriors are doing to Curry fair.

Case in point: Thursday’s game against the Nuggets.

Both teams are now 6-6, but ignore the records. This is all about trajectory. Denver is the kind of team that can beat the Warriors in multiple ways. They’ve taken some time to jell, but they’re a squad that’s on the short list to face the Lakers in the Western Conference Finals, as they did in the bubble.

And on Thursday, they stomped the Warriors.

The game wasn’t a blowout, but Denver took a solid eight-point lead with roughly three minutes to go in the first quarter and never looked back. It was a gentlemanly kick in the teeth.

There were spurts and bursts for Golden State, but against a steady hand like Denver’s, those little runs only served to highlight how mercurial the Warriors are.

The only constant? Curry had 35 points on 61 percent shooting. But he was also a team-low minus-21 on the night. Yes, he had four teammates around him, but it was No. 30 against the world.

The Baby Faced Assassin might be a two-time MVP, but the world has a pretty great record against him.

He might not have a teammate like Anthony Davis or James Harden or even CJ McCollum, but he could use some help.

NBA: Facundo Campazzo tuvo un discreto aporte en el triunfo de Denver ante Golden State

Con apenas tres puntos de Facundo Campazzo, Denver Nuggets le ganó a Golden State Warriors por 114 a 104 y volvió al triunfo en la NBA.

El argentino jugó 12 minutos y 2 segundos, en los que anotó un triple sobre la chicharra del tercer cuarto. Fue el único acierto en sus tres intentos, todos de larga distancia.

Además, dio una asistencia, perdió una vez la pelota y cometió cuatro faltas personales, tres de ellas casi consecutivas en el último período.

Nikola Jokic volvió a ser la gran figura de Denver, con 23 puntos y un nuevo triple doble en su carrera.

Nikola Jokic volvió a anotar un triple doble, en la victoria de Denver Nuggets ante Golden State Warriors. Foto AP

Nikola Jokic volvió a anotar un triple doble, en la victoria de Denver Nuggets ante Golden State Warriors. Foto AP

Stephen Curry fue el máximo anotador de la noche, con 35 tantos (14-23 en tiros de campo, 5-11 en triples; 2-2 en libres), además de 11 rebotes. No les alcanzó a los Warriors para recuperarse en un partido que los Nuggets dominaron casi desde el comienzo.

Ya desde el inicio, Denver mostró un goleo repartido. JaMychal Green (8 puntos) y Paul Millsap (8) lideraron al equipo en el primer período. Del otro lado, Golden State ya exhibía una alta dependencia de Curry, con 12 tantos.

Campazzo entró para jugar los últimos 47 segundos, en los que mostró su intensidad defensiva para doblar la marca del astro del equipo rival y colaborar para el error de control de los Warriors.

El argentino se mantuvo en juego en el período siguiente. Los Nuggets llegaron a sacar una ventaja máxima de 17 puntos. Sin embargo, el base cordobés no mostró su actividad habitual. Apenas le dio una asistencia a Monte Morris, que coronó la jugada con un triple.

Después de cometer una pérdida y una falta personal, el entrenador Mike Malone lo reemplazó por P.J. Dozier, a falta de poco más de 6 minutos para el cierre de la segunda mitad.

Su salida coincidió con un parcial de 12-0 de Golden State, que se puso a 6 unidades de Denver. Una buena aparición de Will Barton (dos triples y un libre) les dio aire a los Nuggets para llegar al mediotiempo por 65-54.

Stephen Curry anotó 35 puntos, pero Golden State Warriors cayó con Denver Nuggets en la NBA. Foto AP

Stephen Curry anotó 35 puntos, pero Golden State Warriors cayó con Denver Nuggets en la NBA. Foto AP

Hubo que esperar hasta los últimos instantes del tercer cuarto para que Campazzo acertara por primera (y única) vez al aro.

Había regresado a la cancha en lugar de Murray, con 3 minutos y 20 segundos por delante. Se acopló con facilidad al trabajo defensivo de su equipo. El premio fue un pase de Jokic para convertir, a falta de 1,6 segundos, un triple abierto y colocar 90-76 a Denver.

Todo el plantel festejó el tiro. Pero el cordobés no encontró el envión que le faltó en toda la noche. Siguió en acción en el comienzo del último cuarto. Cometió tres faltas personales casi seguidas, Golden State se acercó en el marcador y, otra vez, el base le dejó su lugar a Dozier.

A pesar de las insinuaciones, Denver nunca dejó que los Warriors concretaran la recuperación. En los momentos más ajustados mostró su mejor funcionamiento colectivo. Además, Jokic redondeó sobre el final un nuevo triple doble: 23 puntos, 14 rebotes y 10 asistencias.

Lo acompañaron Murray y Barton (17 tantos cada uno) y Green (15 unidades).

Con este resultado, los Nuggets llegaron a su sexta victoria en la temporada, en la que tienen la misma cantidad de derrotas. Marchan séptimos en el Oeste. Su próximo partido será el domingo, frente a Utah Jazz, uno de los equipos más fuertes de la conferencia.


Go to Source
Author: Clarin.com

NBA: Facundo Campazzo tuvo un discreto aporte en el triunfo de Denver ante Golden State

Con apenas tres puntos de Facundo Campazzo, Denver Nuggets le ganó a Golden State Warriors por 114 a 104 y volvió al triunfo en la NBA.

El argentino jugó 12 minutos y 2 segundos, en los que anotó un triple sobre la chicharra del tercer cuarto. Fue el único acierto en sus tres intentos, todos de larga distancia.

Además, dio una asistencia, perdió una vez la pelota y cometió cuatro faltas personales, tres de ellas casi consecutivas en el último período.

Nikola Jokic volvió a ser la gran figura de Denver, con 23 puntos y un nuevo triple doble en su carrera.

Nikola Jokic volvió a anotar un triple doble, en la victoria de Denver Nuggets ante Golden State Warriors. Foto AP

Nikola Jokic volvió a anotar un triple doble, en la victoria de Denver Nuggets ante Golden State Warriors. Foto AP

Stephen Curry fue el máximo anotador de la noche, con 35 tantos (14-23 en tiros de campo, 5-11 en triples; 2-2 en libres), además de 11 rebotes. No les alcanzó a los Warriors para recuperarse en un partido que los Nuggets dominaron casi desde el comienzo.

Ya desde el inicio, Denver mostró un goleo repartido. JaMychal Green (8 puntos) y Paul Millsap (8) lideraron al equipo en el primer período. Del otro lado, Golden State ya exhibía una alta dependencia de Curry, con 12 tantos.

Campazzo entró para jugar los últimos 47 segundos, en los que mostró su intensidad defensiva para doblar la marca del astro del equipo rival y colaborar para el error de control de los Warriors.

El argentino se mantuvo en juego en el período siguiente. Los Nuggets llegaron a sacar una ventaja máxima de 17 puntos. Sin embargo, el base cordobés no mostró su actividad habitual. Apenas le dio una asistencia a Monte Morris, que coronó la jugada con un triple.

Después de cometer una pérdida y una falta personal, el entrenador Mike Malone lo reemplazó por P.J. Dozier, a falta de poco más de 6 minutos para el cierre de la segunda mitad.

Su salida coincidió con un parcial de 12-0 de Golden State, que se puso a 6 unidades de Denver. Una buena aparición de Will Barton (dos triples y un libre) les dio aire a los Nuggets para llegar al mediotiempo por 65-54.

Stephen Curry anotó 35 puntos, pero Golden State Warriors cayó con Denver Nuggets en la NBA. Foto AP

Stephen Curry anotó 35 puntos, pero Golden State Warriors cayó con Denver Nuggets en la NBA. Foto AP

Hubo que esperar hasta los últimos instantes del tercer cuarto para que Campazzo acertara por primera (y única) vez al aro.

Había regresado a la cancha en lugar de Murray, con 3 minutos y 20 segundos por delante. Se acopló con facilidad al trabajo defensivo de su equipo. El premio fue un pase de Jokic para convertir, a falta de 1,6 segundos, un triple abierto y colocar 90-76 a Denver.

Todo el plantel festejó el tiro. Pero el cordobés no encontró el envión que le faltó en toda la noche. Siguió en acción en el comienzo del último cuarto. Cometió tres faltas personales casi seguidas, Golden State se acercó en el marcador y, otra vez, el base le dejó su lugar a Dozier.

A pesar de las insinuaciones, Denver nunca dejó que los Warriors concretaran la recuperación. En los momentos más ajustados mostró su mejor funcionamiento colectivo. Además, Jokic redondeó sobre el final un nuevo triple doble: 23 puntos, 14 rebotes y 10 asistencias.

Lo acompañaron Murray y Barton (17 tantos cada uno) y Green (15 unidades).

Con este resultado, los Nuggets llegaron a su sexta victoria en la temporada, en la que tienen la misma cantidad de derrotas. Marchan séptimos en el Oeste. Su próximo partido será el domingo, frente a Utah Jazz, uno de los equipos más fuertes de la conferencia.


Go to Source
Author: Clarin.com

Golden Gate Bridge could be crowded this weekend: Roadshow

Q: Every year on my husband‘s birthday our family walks across the Golden Gate Bridge. We are planning to go this weekend. I would like to find out if the bridge has been very busy with people walking since we are very concerned about COVID-19 issues. We don’t want to be walking very close to other people. Also, will the parking lot be open?

Joan Rabin, Los Altos

A: I love your tradition. Bridge visitorship has declined significantly during the pandemic, but there is occasional crowding on weekends and holidays. With dry and warm weather forecast this Martin Luther King Jr. Day holiday weekend, I would expect a good number of walkers. Bridge officials will announce their plans today for this weekend. Check goldengate.org for updated information.

Any parking lot closures will be highlighted on a bright orange banner at the top of the page.

Keep face masks on, and maintain physical distance, as you normally would. Try to hold to your tradition, and be ready to make that celebratory birthday walk together belatedly, on a quieter weekend, if crowds make it COVID-unsafe.

Q: Why does the 10-mile stretch of Highway 101 between Gilroy and Morgan Hill seem so forgotten?

A major effort to rehab the road was made back in 2016, I believe. A cement mixing facility was actually set up in one of the cloverleaves. But this effort resulted in the patched areas being considerably higher than the surrounding pavement. The road was almost more uncomfortable than before that repair. Despite two attempts to repair it, you can still feel the patches.

Today, the southbound lane three is a mess. Some parts cannot be driven in if you care about your load or vehicle. My question is, why this road did not get more attention?

Steve Sayle

A: There are plans to widen 101 into San Benito County in a few more years. But here’s the bad news. Repaving 101 is not on the list anytime soon.

Q: I have traveled from New Mexico and Arizona to California, and the difference in driver behavior is staggering. All through New Mexico and Arizona, folks move to the right when not passing. Not here.

Christa Fenus-Cates

Golden State Warriors’ road game against Phoenix Suns postponed due to COVID-19

The Golden State Warriors’ upcoming matchup with the Phoenix Suns has been postponed due to the Suns lacking enough available players required to participate in Friday’s game.

The league announced contract tracing will prevent Phoenix from having eight players available after the Suns were exposed to Washington Wizards players who tested positive for COVID-19 during a game on Monday.

Golden State departed San Francisco for a three-game road trip Wednesday that was initially slated to include stops in Denver, Phoenix and Los Angeles. The Warriors are still expected to play the Nuggets on Thursday and the Lakers on Monday, but they can now bypass a visit to Maricopa County, which has played host to the San Francisco 49ers and now the San Jose Sharks in recent months.

The Warriors had a brief COVID-19 scare this week when forward Eric Paschall received a positive result on a coronavirus test, but Paschall cleared the NBA’s health and safety protocols after negative tests revealed the second-year player had “false positive.”

“Not every system is perfect, but again, it happened and it was disappointing that I couldn’t play yesterday,” Paschall said Wednesday. “I’m back and happy I can get on the flight tonight.”

The league announced Wednesday that of the 497 players tested for COVID-19 since January 6, 16 new players have confirmed positive tests.


Go to Source
Author: Kerry Crowley

Indian partying hotspot Goa counts losses, braces for change

GOA, India (AP) — The sun’s golden rays fall on Goa’s smooth, sandy beaches every evening, magical as ever but strangely quiet and lonely. This holiday season, few visitors are enjoying the celebrated sunsets in the Indian party hotspot.

The unspoken fear of the coronavirus is sapping Goa’s vibrant beach shacks and noisy bars of their lifeblood.

A Portuguese colony until 1961, this western Indian state usually comes alive in December and January, its tourism-led economy booming with foreign travelers and chartered flights bringing in hordes of vacationers.

Over the past decade, Goa had been transforming from a seasonal mecca for both hippy backpackers and rich vacationers to a second home destination for India’s middle class. Construction was booming, raising worries over the impact on fragile environments. Apartments overlooking the sea, on river fronts or surrounded by forests have been in great demand.

The pandemic and the ensuing travel restrictions have changed everything, possibly forever.

Along the popular beaches in North Goa from Candolim to Calangute to Morjim, many landmark coffee shops, tattoo parlors and shack bars with sunbeds have shut permanently. Nightlife in popular party hubs has died.

Seema Rajgarh, 37, is a lonely figure on nearly deserted Utorda beach in South Goa, her blue sari set against the expanse of the Arabian sea as she hawks jewelry made of beads and stones. None of the handful of domestic tourists is interested in buying them.

On good days during the holiday season, the mother of three girls, the youngest not yet two years old, said she used to make 2,000 rupees ( $27).

Now, times are bleak.

“Some days, I make barely 200 rupees ($2.7), not enough to even buy milk and food for my children,” she said.

Rajgahr’s husband, a cook, lost his job during the nation-wide lockdown imposed in March to contain the spread of the coronavirus infections. He remains unemployed.

School fees for the children are long overdue. Rent is three months behind.

“This virus has devastated our lives,” Rajgarh said.

In 2019, more than 8 million tourists visited Goa, including more than 930,000 foreign tourists. Some 800 chartered flights arrived from Russia, Ukraine, the UK and Japan among other countries, according to the state tourism department.

As of August, only 1.1 million had visited, including just over 280,000 foreign tourists.

An official report on the impact of COVID-19 on Goa released in December estimated a loss of nearly $1 billion for the tourism industry due to the lockdown in April-May. Potential job losses are expected to be the range of 35% to 58%. More than onein-three of Goa’s 1.6 million people work in tourism.

Goa has accounted for over 51,000 of India’s more than 10 million reported coronavirus cases, with 749 deaths. The lingering aftermath of the abrupt disruption in economic activity has tempted many business owners to call it quits.

Sitting at home last summer during the lockdown, designer Suman Bhat, whose luxury label “Lola by SumanB” with its flowing draped silhouettes is popular among Bollywood celebrities, struggled over whether to shut down her flagship brand store in Goa’s capital Panjim or wait out the slump in sales.

Bhat managed to retain her workers but had to give up her beloved retail space, moving to a less costly location in August.

“It was a hard goodbye for me. You put in so much money into the business to create a customer experience –- and that is completely taken away from you. There is no way for someone to see, touch and feel your product anymore,” she said.

Bhat says her workers are exhausted by the new routines of sanitizing, testing and worry. With the pandemic’s end still not in sight, the future remains uncertain.

“Can my clothing be evening wear when there is no evening to go to ? Is it fair to ask people to pay that kind of money when everybody is trying to save up ?” she asked herself.

“Everyone is just exhausted. You don’t know when a worker will say he has fever. What do you do? Shut down everything? Tell everyone to get tested, sanitize and spray everything? You are in problem solving mode all the time,” she said.

Months after the lockdown began to ease, Goa is showing signs of life. Domestic tourist arrivals surged during the year-end holidays. Casinos have been reopened and visitors are no longer required to show negative coronavirus test reports, unlike in most other Indian states.

But things are hardly back to normal.

Yoga teacher Sharanya Narayanan is struggling to make sense of what has been lost.

Narayanan, 34, came to Goa from Mumbai in 2008 to perform aerial acrobatics at a club and has stayed on to make it her home.

She was teaching in multiple locations but had to switch to virtual lessons during the lockdown. When wellness centers were allowed to reopen in August, only one of her jobs came back — her own private class.

“The pandemic has changed everybody’s life – including mine,” she said.

“I miss the sense of anonymity that I enjoyed earlier in Goa. That every time I didn’t have the same set of people to meet, it was always changing, evolving so I was able to recreate myself without a sense of stagnation,” she said. “It is the transient nature of things that is so appealing about Goa.”


Go to Source
Author:

Monaco: après Maradona, Pelé,… Cristiano Ronaldo offre ses empreintes de pieds

Après avoir été déclaré Golden Foot 2020, le 2 décembre dernier, Cristiano Ronaldo a reçu, 20 décembre, le prix « Golden Foot Award », pour récompenser la carrière d’un joueur, ayant au moins 28 ans, pour l’ensemble de ses performances. « Je suis honoré de gagner le Golden Foot et d’être immortalisé sur la Promenade des Champions à Monaco, aux côtés de quelques unes des plus grandes légendes du football de tous les temps ! Je suis très honoré et je tiens à remercier les fans du monde entier d’avoir voté pour moi » a écrit Ronaldo sur son compte Twitter.

L’occasion était donc belle pour le joueur de la Juventus. En plus de recevoir son prix, Ronaldo a pu, par la même occasion, laisser ses empreintes sur « La Promenades des Champions« , à Monaco, aux côtés de celles d’autres joueurs, comme Roberto Baggio, premier joueur à avoir obtenu cette distinction, crée en 2003. Des empreintes qui rejoindront également celles de Maradona, Pelé, Zidane…

« Ronaldo est l’exemple du footballeur moderne et fort, l’humanité a de la chance de le voir évoluer sur les terrains », a déclaré Antonio Caliendo, fondateur des Golden Foot. « Ce sera un honneur pour la Principauté d’avoir les empreintes d’un grand champion comme Cristiano Ronaldo et du Président de la Juventus Turin, Andrea Agnelli », a déclaré le Prince Albert II.

Source : Bénin Web TV



Go to Source
Author: Adam Mallé

Warriors’ Draymond Green questionable vs. Bulls with a foot injury

Golden State Warriors forward Draymond Green is questionable for today’s game in Chicago because of a muscle strain in his right foot.

Green, who missed all of training camp and the preseason because of a positive coronavirus test, was sidelined for the first two regular-season games with the foot injury. Green was a full participant in Saturday’s practice and the injury is not considered a long-term issue.

“Just got to get my wind back,” Green said Saturday. “My body feels amazing. Some way in Hell, I got to get that back. Tonight and in the morning, I just got to kind of see how it responds to playing today. But for the most part, I feel great.”

The Warriors are scheduled to tip-off at 5 p.m., Pacific.

Adding Green to the lineup should help a Warriors team that lost its first two games — to Brooklyn and Milwaukee — by a combined 65 points. Green, an experienced playmaker and former defensive player of the year, should help organize the offense and fortify Golden State’s defense.