Tag Archives: protagonista

Subastan un espectacular BMW M1 que perteneció a Paul Walker

El gusto por los autos del fallecido actor Paul Walker era sabido. También se conocía que el protagonista de la saga Rápidos y Furiosos era propietario de una gran colección de vehículos.
Luego de su muerte, ocurrida tras un choque automovilístico, cada modelo que pasó por su colección definitivamente cobró otro valor, como el BMW M1 que ahora sale a subasta.Este superdeportivo de 1980, formó parte de la colección AE Performance, perteneciente a Paul Walker y a su socio Roger Rodas, quien conducía el Porsche Carrera GT en el que ambos perdieron la vida en el incidente de 2013.

Este BMW M1perteneció a la empresa AE Performance, propiedad de Paul Walker y Roger Rodas, quien también falleció junto al actor en el incidente de 2013.

El BMW M1 de motor central ya es de por sí solo un vehículo espectacular y codiciado pro muchos amantes de los autos y por coleccionistas. De hecho, apenas se fabricaron 400 unidades homologadas para circular por la vía pública.Pero este modelo contó con modificaciones hechas por el concesionario alemán AHG, que lo subieron de nivel. El motor ganó otros 75 caballos de fuerza, para alcanzar un total de aproximadamente 350, y se lo decoró con un kit de carrocería único, un trabajo de pintura personalizado y ruedas BBS de tres piezas.De todos modos, el modelo muestra algo de desgaste, especialmente en el interior, aunque el estado de conservación general es bueno.

Hasta el momento, las ofertas por el BMW M1 que perteneció a Paul Walker llegaron hasta los 390 mil dólares.

Este BMW está siendo subastado por la empresa Bring a Trailer y hasta el momento la oferta más alta llegó a los 390 mil dólares. Pero lo más probable, teniendo en cuenta casos anteriores, es que ese número aumente de manera considerable en la semana que resta para hacer ofertas.Por ejemplo, un lote de 21 vehículos de dos y cuatro ruedas de la colección personal de la fallecida estrella de Rápidos y Furiosos se vendió hace un año en más de 2.3 millones de dólares en Barrett-Jackson Scottsdale, en gran parte debido a las buenas pujas que tuvo un BMW M3 Lightweight de 1995.Habrá que ver cuánto influye que AE Performance haya sido propietaria del automóvil solo brevemente. Hasta 2011 residió en Texas. El propietario actual lo compró de la colección en 2014.

Mirá también

Mirá también


Go to Source
Author: Clarin.com

GENTE – Los 40 de Elijah Wood

Después de triunfar como actor infantil y juvenil, su papel protagonista en la adaptación cinematográfica de ‘El Señor de los Anillos’ hace dos décadas convirtió a Elijah Wood en uno de los actores más célebres de Hollywood. Su vida discreta y el cine de género han marcado su trayectoria posterior.

Go to Source
Author:

Lupin è una serie piena di errori, ma c’è un motivo se piace tanto

Perché Lupin ha successo? La serie francese che ha per protagonista Assane Diop, figlio di immigrati, appassionato del personaggio creato da Murice Leblanc tanto da progettare i colpi ispirandosi ai suoi romanzi e inventando nomi che ne sono l’anagramma, è stata vista da 70 milioni di abbonati in 28 giorni. Diciamolo, il prodotto è buono, ma non spiazza. Alcuni lo hanno tacciato di essere un po’ prevedibile, un po’ troppo, come dire, quadrato. Non ci sono piani diabolici. Non ci sono inseguimenti rocamboleschi. L’azione non è sorretta da una suspense che tiene col fiato sospeso. Non c’è un uso della tecnologia estremo. Assane è uno smanettone. Ha un suo studio segreto pieno di monitor, sa destreggiarsi nel deepfake, mette telecamere ovunque, però, voglio dire, quale ladro o spia da serie tv non lo fa, oggi. Tra l’altro, dal punto di vista tecnologico il personaggio – e la sceneggiatura – incorrono in più di una mancanza.
Terza puntata: Assane rapisce il commissario di polizia Dumont e lo interroga perché vuole sapere la realtà su suo padre, secondo lui ingiustamente incriminato per aver rubato il collier di diamanti con cui ha inizio tutta la serie. Alla fine lo rimanda a casa e Dumont scopre che la sua dimora è piena di videocamere attraverso le quali il mitico ladro lo teneva d’occhio. Ora, mentre il commissario, sull’orlo di un esaurimento nervoso, trovava videocamere dappertutto, a me – come agli altri spettatori immagino – veniva da chiedermi come avesse fatto a non notarle prima dato che non erano esattamente mimetizzate con l’arredamento e spiccavano più di uno scarafaggio su un muro spoglio.
Quarta puntata: Assane entra finalmente in possesso di una prova schiacciante per incastrare il suo acerrimo nemico, Hubert Pellegrini. Un video dove il vecchio avido uomo d’affari appare in combutta con certi compratori d’armi che organizzeranno un attentato all’ambasciata francese di Kuala Lumpur. Il video è registrato in vhs. Assane decide di mostrarlo alla televisione, perché tutta la Francia sappia la verità. Solo che al momento di trasmetterlo, si scopre che il video è stato tagliato. La cassetta è compromessa, non serve più come prova. Ora, voglio dire, come mai, Assane, che è uno smanettone e tutto quanto, non si è curato di riversare il contento della cassetta in digitale?
Ecco, Lupin è una serie tv che ha anche dei difetti macroscopici. Delle ingenuità che messe sulla carta saltano all’occhio. Però piace. Un sacco. Perché? Io ho due risposte: la prima è la bravura dell’attore. Omar Sy ha un grande talento ed è il volto della nuova Francia (e della nuova Europa), quella multietnica che soffre ancora i pregiudizi della vecchia guardia (tematica sollevata nella serie) ma è ormai avviata a una totale integrazione (non a caso non solo è di origine africana Assane/Lupin, ma presumiamo anche Youssef Guedira, l’unico poliziotto che ha capito il collegamento tra il ladro e il personaggio dei romanzi). Oltre ad essere un volto contemporaneo, Sy ha un indubbio carisma, una recitazione mai esagitata, equilibrata e, viene da dire, morbida che mette a suo agio lo spettatore.
La seconda risposta risiede nel fatto che Lupin è un prodotto europeo e, in un certo senso, provinciale rispetto ad altre produzioni statunitensi. Ladri e spie made in Usa sono eroi alla Jack Ryan, alla Jack Reacher o alla Jason Bourne che incarnano ideali patriottici, si trovano spesso incastrati tra gli ingranaggi di intrighi internazionali. Sono eroi che hanno sacrificato famiglia e vita sentimentale per dedicarsi anima e corpo alla causa. Il furto, nel caso di un ladro, e il disinnesco di un piano apocalittico, in quello di un agente segreto, sono portati avanti a costo di inenarrabili perdite; c’è sempre qualche amico che muore, qualche demone interiore che rode e da tenere a bada con un bicchiere di whisky.
Lupin si svolge in una Parigi che ha ben poco della capitale che è. Nelle cinque puntate di questa prima stagione, si ha piuttosto l’impressione muoversi per le strade e le piazze di una cittadina. Il tono noir è moderato e quasi sostituito da un registro più da giallo di provincia. Lupin non si accompagna alla top model di turno, ma a una ragazza che ha conosciuto a scuola, semplice, genuina, con cui cerca, con simpatia e qualche goffaggine, di ristabilire un rapporto. Ha un’anima da scugnizzo come ci rendono noti alcuni flashback nei quali lo vediamo rapinare una ricca signora sfoderando la sua parlantina. È un tipo abbastanza naïf da festeggiare in un ristorante di lusso l’arrivo di un figlio, mettendo in imbarazzo la sua ragazza.
Lupin è come noi, per questo piace. E la serie mantiene questo tono medio, senza incorrere nell’esigenza di drammatizzare per tenersi al passato con altre produzioni internazionali. Siamo tutti allo stesso livello di Assane. La serie ci rilassa perché si mantiene sempre al di sotto del tono straordinario che invece un eroe dovrebbe raggiungere per obbligo. Ora siamo tutti qui in ansia per la seconda stagione di una serie in cui tutto è prevedibile ma anche stranamente piacevole.
The post Lupin è una serie piena di errori, ma c’è un motivo se piace tanto appeared first on Wired.

Go to Source
Author: Alberto Grandi

Superlega: Monza stende Vibo Valentia, Lagumdzija fa cose turche

Reduce dalla qualificazione all’Europeo della sua nazionale, l’opposto è il protagonista del successo del Vero Volley con 26 punti. Ottima prova anche di Lanza

Monza-Vibo Valentia 3-1 (21-25, 25-21, 25-18, 25-21)

—  

Monza riprende la marcia e contro Vibo ritrova la vittoria (9 in 11 gare di gestione Eccheli) dopo lo stop di Trento. Per la Tonno Callipo, terza sconfitta esterna consecutiva, arrivata dopo una buona partenza e un primo set giocato con ordine. Vero Volley, però, guidata da un super Lanza (18 punti) e da un ottimo Galassi (6 muri), si rimette in moto, ritrovando i suoi punti di forza (muro e battuta), in un crescendo continuo e inesorabile. Il resto lo fa il solito Lagumdzija, 26 punti dei quali 17 negli ultimi due set. Per Vibo 15 di Rossard e 13 di Defalco. Dopo quasi 3 settimane Eccheli ritrova Lagumdzija, reduce dalla qualificazione all’Europeo ottenuta in nazionale. Il turco parte ricompone la diagonale con Orduna in regia, i centrali sono Beretta e Galassi (Holt indisponibile per infiammazione agli adduttori), le bande Lanza e Dzavoronok con Federici libero. Baldovin risponde con Saitta-Abouba in diagonale, Defalco-Rossard laterali, Chinenyeze-Cester al centro e Rizzo libero. Sprint Vibo in avvio (5-10) ma i locali pareggiano a 10. La Tonno Callipo è padrona a muro (6-0) e scappa ancora (14-18) con 4 punti (1 muro e 1 ace) di Chinenyeze. Un paio di lampi di Lanza (attacco ed ace) ridanno voce a Monza, ma Rossard e Cester chiudono 21-25. Secondo set di altro livello, con qualità ed intensità in netto aumento. Squadre a lungo a braccetto, ma a rompere l’equilibrio sono le giocate di Lanza (6 punti nella frazione) e i muri di Galassi (4), e Monza passa dal 14-15 al 20-16. Vibo, che fa entrare Dirlic per Abouba e Birigui per Defalco senza troppi risultati, ci prova nel finale (6 nella frazione), ma Vero Volley pareggia 25-21 per l’1-1. Equilibrio anche nella terza frazione, con Monza che prova a staccarsi con un break di 3 punti (9-7, attacco e muro di Galassi e ace di Lagumdzija), e Vibo che ricuce a 10. Ma i padroni di casa continuano a dominare a muro e dai 9 metri (3 ace con 3 soli errori). Lanza e Galassi continuano a imperversare, ma soprattutto entra prepotentemente in partita Lagumdzija, che segna 8 punti con il 70% in attacco, guidando i suoi al 25-18 che vale il 2-1. Monza ha l’inerzia dalla sua e ne approfitta, volando 13-6 con Lagumdzija già a quota 5 nel set. Vibo è alle corde, con solo Defalco e Saitta a crederci, ma con l’attacco di casa al 59% (dopo il 60% del terzo set) è più difficile. Abouba e Defalco accorciano, e nel finale si rivedono gli ultimi lampi di Rossard prima dell’errore di Lagumdzija (23-21), ma è troppo tardi e l’opposto turco chiude 25-21.


Go to Source
Author:

Barrio Parque cambió la iluminación de su estadio, de cara a la Liga Argentina

Barro Parque fue protagonista en las últimas temporadas de la Liga Argentina de Básquet, y en 2021 buscará no ser la excepción.

La institución de Parque Capital se prepara para volver a la competencia, a partir del 14 de febraro, y ya puso en condición a su estadio.

Por eso, el club cambió la iluminación del “Teatro de Parque” con la instalación de 32 reflectores led, que llevaron la iluminación de 250 a 650 lux tal como lo pide el reglamento de la competencia nacional, para la mejor puesta en escena de los espectáculos televisivos. Además se cambió la instalación eléctrica en todo el estadio, con el nuevo tablero de comando

Esto se llevó a cabo con ingresos provenientes de los aportes de los sponsor y con otros generados en la institución, aprovechando el parate en la competencia a causa de la pandemia para realizar las tareas.

Publicidad


Go to Source
Author: MundoD | Últimas noticias

Hablemos de la Comisión de la Verdad mexicana

El referente histórico, es Argentina. Un protagonista indispensable fue el escritor Ernesto Sábato.

Hablamos de la Comisión de la Verdad, nacida bajo la proclama: Nunca más. Por esa vía se investigaron, se comprobaron y en algunos casos se castigaron los crímenes de lesa humanidad  perpetrados por las dictaduras militares.

Ese tipo de figura, aceptado por los gobiernos, tiene la naturaleza de un proceso legal o formal, originado en la sociedad civil agraviada. En América Latina, otros dos países que lo instituyeron fueron Chile y El Salvador.

Con otro modelo jurídico, recientemente el gobierno de Guatemala  concedió a la presencia de una Comisión Internacional bajo la rectoría de la ONU.

España: Reforma integral de la Ley de Memoria Histórica

La noticia de esta semana procede de España: El nuevo gobierno a cargo del Partido Socialista Obrero Español (PSOE), confiado a la persona de Pedro Sánchez, ha delegado en la ministra de Justicia, Dolores Delgado, la promoción de una iniciativa de reforma integral de la Ley de Memoria Histórica.

Aceptada ya por otros partidos (a regañadientes por el Partido Popular), la iniciativa tiene como fin lograr la nulidad de las sentencias dictadas por juzgados de excepción o jueces de consigna contra perseguidos del franquismo.

Aquí no se investigan ni los crímenes durante la guerra sucia

En el sexenio presidencial 1976-1982, la opinión pública mexicana empezó a demandar una Comisión de la Verdad que investigara los crímenes de octubre de 1968 y los perpetrados durante la guerra sucia.

A lo más que se llegó en ese periodo, fue a la promulgación de una Ley de Amnistía en favor de presos políticos, pero no hubo sanción a agentes del Estado imputados de aquellos excesos.

Llegado Vicente Fox a Los Pinos, las izquierdas retomaron su exigencia: Fox les  dio una Comisión para el Seguimiento de Delitos Políticos y Sociales del Pasado, cuyo titular y algunos de sus colaboradores terminaron acusados de corrupción administrativa.

A propósito de Los 43 de Ayotzinapa (septiembre de 2014), recientemente un Tribunal Colegiado federal en Tamaulipas revisó los expedientes, dispuso la liberación por falta al debido proceso de algunos indiciados, pero ordenó una controvertida acción: La constitución de una Comisión de la Verdad para investigar los hechos.

La primera reacción fue de la Procuraduría General de la República, que sigue enamorada de su verdad histórica.

Bajo la puridad jurídica, otras instancias impugnaron la sentencia con la coartada de que no podía exponerse a las instituciones de Justicia del Estado al criterio de las familias víctimas de la desaparición de los normalistas,  según mandato  en la sentencia de los magistrados colegiados, que las incluía en la reposición de los procedimientos del caso.

En el centro de gravedad, los Derechos Humanos

El debate está en curso. En el centro de gravedad de este tema, está la protección y defensa de los Derechos Humanos.

Apenas vale la conseja de que   la verdad no peca pero incomoda: Lo que en el fondo se teme, es que agentes del Estado puedan ser puestos en el banquillo de los acusados.

En esa asignatura, México está en la prehistoria respecto de Argentina, Chile, El Salvador, España… Pero una leyenda sigue en la cartelera: México vive a la luz de la legalidad y con pleno respeto al Estado de Derecho. ¿Sera verdad tanta belleza?

Mouris Salloum George es Director General del Club de Periodistas de México, A.C.


Go to Source
Author:

Superlega: Vibo Valentia supera Milano con super Defalco

Lo schiacciatore americano con 23 punti è il protagonista del successo dei calabresi. Martedì la Tonno Callipo sfida Monza, mentre domenica per l’Allianz gara contro Perugia

Vibo Valentia-Milano 3-1 (25-21, 18-25, 25-22, 25-12)

—  

Vibo Valentia torna a vincere conquistando tre punti fondamentali in chiave playoff. Un successo che permetto alla Tonno Callipo di ipotecare uno dei primi 5 posti della classifica (posizione che permette di qualificarsi direttamente ai quarti). I giallorossi battono Milano in quattro set si portano a quota 34 punti consolidando il quarto posto e allungando su Monza (prossimo avversario di Vibo), Piacenza e Modena. A trascinare la compagine di coach Baldovin la prova sontuosa di Defalco (l’americano inarrestabile con 23 punti, Mvp del match) mentre Milano ha giocato troppo a sprazzi mostrando realmente una continuità di gioco solamente nel secondo e terzo set, salvo poi, in quest’ultimo caso, commettere errori decisivi nel finale che hanno aperto la strada a Vibo. La squadra di Piazza deve, dunque, rimandare ancora una volta l’appuntamento con la vittoria e domenica c’è la capolista Perugia in trasferta. Formazioni: Piazza sorprende tutti e rilancia Patry titolare in diagonale a Daldello, al centro Piano e Kozamernik, di banda Urnaut ed Ishikawa, Pesaresi libero. Baldovin schiera il sestetto tipo: Saitta-Abouba, Cester-Chinenyeze, Defalco-Rossard, Rizzo libero. Dopo un andamento equilibrato nel primo parziale, sul 16-16 Piazza manda in campo Sbertoli e Weber: un doppio cambio che coincide con l’allungo decisivo di Vibo (attacco out di Urnaut ed ace di Defalco) che si porta sul 21-17. Un vantaggio che Saitta e compagni mantengono portando a casa il set 25-21. Nel secondo set i padroni di casa sbagliano troppo in battuta ed in ricezione e Milano ha gioco facile a muro: un parziale senza storia conquistato da Piano e compagni 18-25. Il terzo parziale è lo spartiacque del match: Rossard inizia a carburare in attacco, mentre dall’altra parte del campo Milano ribatte colpo su colpo. Nel finale il martello di casa transalpino commette qualche errore di troppo, ma gli ospiti non ne approfittano. Sul 22-22 Cester riporta avanti i suoi, poi Maar commette invasione nell’attacco in pipe ed è Defalco a trovare il punto decisivo che vale il 25-22. Senza storia il quarto set: Milano sparisce dal campo fin dai primi scambi e per Vibo si apre un’autostrada da percorrere con facilità: 23-10 massimo vantaggio (ace Chinenyeze e contrattacco Defalco) e vittoria in cassaforte dopo il muro di Cester sull’ex Urnaut (25-12).


Go to Source
Author:

Serie B, Monza: riecco Balotelli. Ora ripaghi chi ancora crede in lui

A 30 anni ha ancora (poco) tempo, ma se non sbanderà potrà tornare protagonista. E magari pure azzurro

È l’inverno la stagione ideale di Balotelli? Il suo ultimo gol in A è dello scorso 5 gennaio, in Brescia-Lazio. Quasi otto anni fa, a fine gennaio 2013, la Gazzetta titolava: “Balo is back”, celebrando il ritorno in Italia e lo sbarco al Milan di uno dei massimi talenti (inespressi) del nostro calcio.


Go to Source
Author: Davide Tondi