Tag Archives: restano

Basket, Eurolega: Milano k.o. col Cska al supplementare

Due triple nel finale di Hackett fermano l’Olimpia che sfiora il successo contro i russi che restano al comando del torneo. Non sono bastate all’AX le fiammate di Punter, Delaney e Shields

Milano-Cska Mosca 87-91 dts

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Milano lotta con ferocia ma non riesce a fermare la marcia della capolista Cska. Gara vibrante con infinite emozioni con l’Olimpia che strappa l’overtime dopo una sciocchezza dell’ex Mike James. Nel supplementare è uno splendido Hackett a dare la spinta decisiva agli ospiti che accumulano numeri da corazzata: 12 successi consecutivi per gli uomini di Itoudis con Milutinov da record con 16 rimbalzi d’attacco a referto. Non sono bastate all’AX le fiammate di Punter, Delaney e Shields, oltre alla solida prestazione di LeDay.

La gara

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È Milutinov a premiare le mani veloci della difesa moscovita in avvio, la risposta biancorossa arriva dallo squillo di Punter, 3-4. Cska che va forte a rimbalzo sempre con il centro serbo in evidenza, ottimo movimento ed appoggio di Shengelia per il più 3 ospite, 5-8. Fatica in attacco l’AX ma regge il fortino dei padroni di casa grazie al sacrificio difensivo contro gli esterni dei russi, sorpasso siglato da LeDay, 9-8. Fiammata russa con Hilliard e Shengelia a dare la spinta alla truppa di coach Itoudis, 9-14. Mescola le carte Ettore Messina che da spazio a Rodriguez, botta e risposta tra Hines ed Hackett, i più brillanti tra i vari ex della sfida, 15-17. Ancora silente invece James che sbatte spesso contro il muro milanese, LeDay sfrutta un sontuoso assist di Rodriguez mettendo il morbido jumper che vale la parità alla prima sirena, 17-17. Gara intensa e ruvida nei contatti, tanta sofferenza a rimbalzo per l’Olimpia, due splendide conclusioni di Hackett lasciano avanti gli ospiti, 21-26 dopo il botto di Strelnieks. Milano si affida alla verve di Shields, il Cska non molla la presa approfittando dell’antisportivo assegnato a Tarczewski, 25-31. Hackett illumina la scena sui due lati del campo, l’ex pesarese arma la mano di James che si sblocca con la comoda tripla del più 9, 27-36. L’esperienza e la classe di Rodriguez tengono a contatto l’AX che, nonostante nessuna tripla a referto ed il dominio moscovita a rimbalzo, resiste a meno 6 alla pausa lunga, 33-39. Dopo l’intervallo Milano da battaglia con LeDay protagonista, due liberi di Punter riportano i padroni di casa ad un solo possesso, 39-41. Prova a ripartire il Cska con Voigtmann ma LeDay trova anche la prima tripla del match dell’Olimpia, aprono il fuoco anche Shields e Punter ed arriva l’agognata parità a quota 48. James inizia a carburare e gli ospiti riprendono energia, Punter resta un demonio in transizione, l’ex Virtus Bologna “scherza” contro Kurbanov ed è ancora parità, 53-53. Sale di colpi anche la difesa biancorossa, Datome mette la freccia con uno splendido tiro in allontanamento, 55-56. Voigtmann e James prendono fuoco nel finale di terzo periodo, Delaney ha la forza per un clamoroso buzzer beater per il meno 1 alla penultima sirena, 58-59. Spettacolo ed intensità degni di una match da puro stile playoff anche in apertura di ultima frazione. Lotta l’Olimpia nonostante i 4 falli per Tarczewski e LeDay, Rodriguez firma il nuovo sorpasso con un’invenzione a centro area, 67-66. Esce di scena Tarczewski, resta l’equilibrio con Milutinov ormai da record a rimbalzo d’attacco, 73-74 siglato da Shields. Impazza anche James in un secondo tempo da ex al curaro, deraglia Punter contro Shengelia ma il prezioso recupero di Delaney regala all’AX l’acuto del meno 1 di LeDay, 77-78 con 39 secondi da giocare. Assalto all’arma bianca di James beffato dal ferro, Milutinov fa solo 1/2 ai liberi e Delaney impatta con un canestro da campione, 79-79. Un fallo dello stesso Delaney regala a James la possibilità del nuovo sorpasso dalla linea della carità. L’ex Pana, in veste natalizia, commette un’autentica follia sparando il secondo libero sul tabellone lasciando a Milano la chance per la vittoria. Delaney scarta il regalo dando una palla geniale ad Hines che però stecca il primo libero ed è overtime, 80-80. Nel prolungamento prova a scappare il Cska, James va assai meglio come assistman, due gemme che Kurbanov e Hackett tramutano nel più 5, 82-87. L’AX si aggrappa ad un commovente LeDay, il Cska non trema, la bomba dall’angolo di Hackett profuma di vittoria, 84-90. Finisce le energie la truppa di Ettore Messina con Shields che mette sul ferro la tripla della speranza, di Hackett il libero della staffa, 84-91.

AX MILANO:LeDay 21, Punter 17, Delaney 14

CSKA MOSCA: James 20, Hackett 19, Milutinov 17


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Author: Marco Taminelli

Nba classifica Gazzetta, Lakers sempre in testa

Ogni lunedì Gazzetta.it mette in fila le 30 squadre Nba: i campioni in carica restano al comando

È ancora presto. Cinque giorni di regular season sono buoni per le prime indicazioni, non per trarre conclusioni definitive su una stagione lunga e piena di incognite. Ecco perché il Team Ranking, la classifica con cui Gazzetta.it ogni lunedì misura i rapporti di forza della Association, non cambia poi troppo rispetto a quella di prima del via. Al comando ci sono sempre i Lakers, dietro i Clippers pur reduci dalla figuraccia contro Dallas. La classifica tiene conto di record, stato di forma, obiettivi stagionali, valore del roster e tanto altro. Cambio in coda: Chicago rileva New York in posizione numero 30.


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Author: Davide Chinellato

Inter: Kanté, Giroud e Emerson Palmieri non sono più obiettivi

I rapporti tra il tecnico e i blues restano freddi dopo il burrascoso licenziamento del 2018: da quando è nerazzurro mai un affare sulla tratta Londra-Milano

Inter-Chelsea, il disgelo è ancora lontano. Non è un caso ma una realtà inconfutabile: da quando Antonio Conte è diventato nerazzurro, ormai un anno e mezzo fa, non ci sono stati affari sulla tratta Londra-Milano nerazzurra andata e ritorno. Non consideriamo Moses che, con tutto il rispetto, aveva avuto dai Blues l’assicurazione che sarebbe stato liberato se avesse portato un club di gradimento. E la promessa è stata puntualmente mantenuta. Ci riferiamo ad affari davvero importanti, con esborsi significativi, magari in prestito con obbligo di riscatto. Nulla. Eppure, sono stati sfiorati pali e sono state colpite traverse, qualche volta ci sono stati addirittura salvataggi sulla linea. Ma alla fine nessun tipo di svolta in tal senso, semplicemente perché i rapporti tra Conte e il Chelsea, in modo particolare con Marina Granovskaia, restano moderatamente gelidi. Non di ghiaccio come un anno fa, ma tuttora da ripristinare al cento per cento. Il disgelo è tutto da dimostrare, pensiamo sempre che nella prossima sessione possa accadere qualcosa di significativo. Ma la storia della causa, con dieci milioni di euro sul conto corrente di Conte per il famoso licenziamento nell’estate che portò all’arrivo di Sarri, ha rappresentato una ferita troppo dolorosa con chiare e inevitabili ripercussioni sul mercato. E soprattutto pesano i 250 milioni spesi senza un ritorno significativo, oggi i Blues sono fuori dalla zona Champions e venivano addirittura considerati all’altezza della corsa per il titolo.

Da Alonso a Giroud

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Eppure ci sono stati tanti, tantissimi, argomenti sul tavolo. Olivier Giroud è stato vicino all’Inter, storia di un anno fa, poi decise di rinnovare e sul suo nome spesso sono state fatte speculazioni. Oggi Giroud segna e gioca, difficile immaginarlo lontano da Londra nelle prossime settimane. L’Inter aveva un buco sulla corsia sinistra, ha provato prima per Emerson Palmieri e poi per Marcos Alonso. Magari non con la convinzione assoluta di prendere uno dei due, secondo il Chelsea l’operazione in prestito con diritto di riscatto sarebbe stato un mezzo regalo. E i regali vengono fatti soltanto agli amici, non a chi (Conte) tale non si è dimostrato, pur avendo garantito risultati di spessore nel corso della sua esperienza londinese. Infatti, oggi Marcos Alonso è più vicino all’Atletico Madrid, mentre Emerson Palmieri resta sul mercato ma non a prezzi di saldo (leggi prestito). Il tempo lava tutto, anche le ferite. E il business può avere il sopravvento su qualsiasi sentimento carico di rancore. Ma nel caso specifico dobbiamo aspettare. Dopo pali, traverse e salvataggi sulla linea in sede di mercato, il nome che poteva mettere davvero d’accordo tutti era quello di N’Golo Kanté. Secondo Conte, non ci sono virgolette ma è come se ci fossero, il migliore centrocampista al mondo nell’interpretazione del ruolo: una questione di duttilità, intelligenza tattica, umiltà, predisposizione al sacrifico, importanza dentro lo spogliatoio. Kanté non era incedibile, questo lo sappiamo, ma di sicuro non lo avrebbero regalato per un pugno di noccioline. Sarebbero serviti almeno 50 milioni, possibilmente senza proporre scambi magari non graditi, ma oggi quelle ipotetiche trame di fine settembre sembrano lontane anni luce.

Le ansie di Lampard

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Ora Kanté non è più sul mercato, il Chelsea ha altri problemi. Ha preso assi pagandoli una tombola ma senza avere un riscontro dal campo. E forse per la prima volta si sta ponendo davvero il problema allenatore con un quesito semplice semplice: Lampard è davvero all’altezza dell’inesauribile sete di vittorie oppure bisogna pensare a una nuova guida? La verità è che con Conte e Sarri il Chelsea ha raccolto trofei, mentre con Frank la cosa è tutta da dimostrare. Il disgelo di mercato può attendere, a meno di sorprese oggi non preventivabili. L’Inter guarderà altrove e molto dipenderà dalla cessione di Eriksen; il Chelsea deve leccarsi le ferite e non fare regali, piuttosto rientrare delle folli spese estive.


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Author: Alfredo Pedullà

Inter: Kanté, Giroud e Emerson Palmieri non sono più obiettivi

I rapporti tra il tecnico e i blues restano freddi dopo il burrascoso licenziamento del 2018: da quando è nerazzurro mai un affare sulla tratta Londra-Milano

Inter-Chelsea, il disgelo è ancora lontano. Non è un caso ma una realtà inconfutabile: da quando Antonio Conte è diventato nerazzurro, ormai un anno e mezzo fa, non ci sono stati affari sulla tratta Londra-Milano nerazzurra andata e ritorno. Non consideriamo Moses che, con tutto il rispetto, aveva avuto dai Blues l’assicurazione che sarebbe stato liberato se avesse portato un club di gradimento. E la promessa è stata puntualmente mantenuta. Ci riferiamo ad affari davvero importanti, con esborsi significativi, magari in prestito con obbligo di riscatto. Nulla. Eppure, sono stati sfiorati pali e sono state colpite traverse, qualche volta ci sono stati addirittura salvataggi sulla linea. Ma alla fine nessun tipo di svolta in tal senso, semplicemente perché i rapporti tra Conte e il Chelsea, in modo particolare con Marina Granovskaia, restano moderatamente gelidi. Non di ghiaccio come un anno fa, ma tuttora da ripristinare al cento per cento. Il disgelo è tutto da dimostrare, pensiamo sempre che nella prossima sessione possa accadere qualcosa di significativo. Ma la storia della causa, con dieci milioni di euro sul conto corrente di Conte per il famoso licenziamento nell’estate che portò all’arrivo di Sarri, ha rappresentato una ferita troppo dolorosa con chiare e inevitabili ripercussioni sul mercato. E soprattutto pesano i 250 milioni spesi senza un ritorno significativo, oggi i Blues sono fuori dalla zona Champions e venivano addirittura considerati all’altezza della corsa per il titolo.

Da Alonso a Giroud

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Eppure ci sono stati tanti, tantissimi, argomenti sul tavolo. Olivier Giroud è stato vicino all’Inter, storia di un anno fa, poi decise di rinnovare e sul suo nome spesso sono state fatte speculazioni. Oggi Giroud segna e gioca, difficile immaginarlo lontano da Londra nelle prossime settimane. L’Inter aveva un buco sulla corsia sinistra, ha provato prima per Emerson Palmieri e poi per Marcos Alonso. Magari non con la convinzione assoluta di prendere uno dei due, secondo il Chelsea l’operazione in prestito con diritto di riscatto sarebbe stato un mezzo regalo. E i regali vengono fatti soltanto agli amici, non a chi (Conte) tale non si è dimostrato, pur avendo garantito risultati di spessore nel corso della sua esperienza londinese. Infatti, oggi Marcos Alonso è più vicino all’Atletico Madrid, mentre Emerson Palmieri resta sul mercato ma non a prezzi di saldo (leggi prestito). Il tempo lava tutto, anche le ferite. E il business può avere il sopravvento su qualsiasi sentimento carico di rancore. Ma nel caso specifico dobbiamo aspettare. Dopo pali, traverse e salvataggi sulla linea in sede di mercato, il nome che poteva mettere davvero d’accordo tutti era quello di N’Golo Kanté. Secondo Conte, non ci sono virgolette ma è come se ci fossero, il migliore centrocampista al mondo nell’interpretazione del ruolo: una questione di duttilità, intelligenza tattica, umiltà, predisposizione al sacrifico, importanza dentro lo spogliatoio. Kanté non era incedibile, questo lo sappiamo, ma di sicuro non lo avrebbero regalato per un pugno di noccioline. Sarebbero serviti almeno 50 milioni, possibilmente senza proporre scambi magari non graditi, ma oggi quelle ipotetiche trame di fine settembre sembrano lontane anni luce.

Le ansie di Lampard

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Ora Kanté non è più sul mercato, il Chelsea ha altri problemi. Ha preso assi pagandoli una tombola ma senza avere un riscontro dal campo. E forse per la prima volta si sta ponendo davvero il problema allenatore con un quesito semplice semplice: Lampard è davvero all’altezza dell’inesauribile sete di vittorie oppure bisogna pensare a una nuova guida? La verità è che con Conte e Sarri il Chelsea ha raccolto trofei, mentre con Frank la cosa è tutta da dimostrare. Il disgelo di mercato può attendere, a meno di sorprese oggi non preventivabili. L’Inter guarderà altrove e molto dipenderà dalla cessione di Eriksen; il Chelsea deve leccarsi le ferite e non fare regali, piuttosto rientrare delle folli spese estive.


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Author: Alfredo Pedullà

Nations League, Francia e Portogallo non si fanno male: resta a secco Ronaldo

Il big match di Parigi si è concluso con un pareggio senza reti. Le due nazionali restano in testa al loro gruppo con sette punti

Francia e Portogallo non vanno oltre lo 0-0. Allo Stade de France di Parigi tante stelle in campo, ma sono mancati gol. Reduci entrambe da due vittorie, contro Svezia e Croazia, le nazionali di Deschamps e Santos restano in vetta al gruppo 3 della League A della Nations League con sette punti. In campo per tutta la gara i due juventini Adrien Rabiot e Cristiano Ronaldo.

PRIMO TEMPO

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Nonostante l’atteggiamento offensivo, almeno nella predisposizione in campo, le due squadre nella prima parte di gara non riescono a creare occasioni degne di nota. Dopo 25 minuti è sui piedi di Semedo la prima azione pericolosa del match, ma il terzino del Wolverhampton non inquadra la porta da buona posizione. Scampato il pericolo, la Francia risponde con la conclusione di Griezmann neutralizzata facilmente da Rui Patricio. Nel finale di tempo i portoghesi hanno un’altra chance: a seguito di un calcio piazzato, Joao Felix si ritrova sui piedi la palla del possibile vantaggio ma manda a lato.

SECONDO TEMPO

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A inizio ripresa i transalpini sembrano partire con il piede sull’acceleratore. Mbappé riceve da Lucas Hernandez, ma l’attaccante del Psg da posizione decentrata sulla sinistra calcia debolmente. Santos prova a dare una scossa ai suoi inserendo Diogo Jota al posto di Bernando Silva. Al 76′ è Pogba a impegnare Rui Patricio con una gran tiro dalla lunga distanza. Nel finale il Portogallo sembra crederci, ma prima Renato Sanches e poi Ronaldo non riescono a bucare la porta difesa da Lloris. Sono questi due gli ultimi sussulti del match.


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Milan, Pioli può raggiungere Ancelotti e avvicinarsi all’Europa

Da 12 anni i rossoneri non restano imbattuti per 16 gare di fila: il tecnico ci prova con il Bodoe per prendersi il playoff. E si affida ai soliti noti: Zlatan e Calhanoglu

Tutto da perdere? No, tutto da guadagnare, a partire dai 15 milioni che entrerebbero nelle casse rossonere qualificandosi alla fase a gironi dell’Europa League. Il traguardo sembra vicino, i norvegesi del Bodoe/Glimt non sembrano irresistibili, ma Stefano Pioli resta cauto: “Ha giocato 20 partite vincendone 18. Dobbiamo prestare attenzione”.


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Author: Alessandra Bocci

Milan, Pioli può raggiungere Ancelotti e avvicinarsi all’Europa

Da 12 anni i rossoneri non restano imbattuti per 16 gare di fila: il tecnico ci prova con il Bodoe per prendersi il playoff. E si affida ai soliti noti: Zlatan e Calhanoglu

Tutto da perdere? No, tutto da guadagnare, a partire dai 15 milioni che entrerebbero nelle casse rossonere qualificandosi alla fase a gironi dell’Europa League. Il traguardo sembra vicino, i norvegesi del Bodoe/Glimt non sembrano irresistibili, ma Stefano Pioli resta cauto: “Ha giocato 20 partite vincendone 18. Dobbiamo prestare attenzione”.


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Author: Alessandra Bocci

Milan, Pioli può raggiungere Ancelotti e avvicinarsi all’Europa

Da 12 anni i rossoneri non restano imbattuti per 16 gare di fila: il tecnico ci prova con il Bodoe per prendersi il playoff. E si affida ai soliti noti: Zlatan e Calhanoglu

Tutto da perdere? No, tutto da guadagnare, a partire dai 15 milioni che entrerebbero nelle casse rossonere qualificandosi alla fase a gironi dell’Europa League. Il traguardo sembra vicino, i norvegesi del Bodoe/Glimt non sembrano irresistibili, ma Stefano Pioli resta cauto: “Ha giocato 20 partite vincendone 18. Dobbiamo prestare attenzione”.


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Author: Alessandra Bocci

Nba, Brooklyn Nets-Toronto Raptors 99-104

I Nets restano in partita fino alla fine, ma si arrendono agli esterni dei campioni

Non basta il cuore ai Nets che se la giocano fino alla fine ma si devono arrendere al talento e alla disciplina difensiva dei campioni in carica. Toronto così vince gara-2 104-99 e si porta sul 2-0 nella serie. L’inizio di match è completamente diverso rispetto a quello di gara-1. Nessuna timidezza da parte dei Nets che assomigliano a quelli tornati sul parquet nel secondo tempo lunedì e capaci di riaprire una gara praticamente chiusa. Brooklyn cerca subito Allen sotto canestro e trova le risposte che cercava. La produzione nella zona pitturata apre il campo, Luwawu-Cabarrot ringrazia e con le sue triple regala fiducia all’attacco dei Nets. Toronto fatica in attacco, si salva solo un ottimo Siakam. Caris LeVert in regia è una sicurezza e sulla sua splendida imbeccata Allen regala alla squadra newyorchese il +14 a metà primo quarto. Siakam fa la voce grossa nel finale della frazione, arriva anche la produzione dalla panchina di Powell e Toronto risponde piazzando un parziale di 13-0, riprendendo così i Nets. Gli sprazzi di Lowry e le giocate di Powell sembrano poter far prendere in mano a Toronto le redini del match, Brooklyn però non collabora e continua, con i denti e con il cuore, a restare davanti. Il francese Timothe Luwawu-Cabarrot trova canestri importanti, la squadra di coach Vaughn lotta su tutti i palloni e arriva al riposo avanti 53-50.


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Author: Simone Sandri

Inter, gli obiettivi di calciomercato: da Dzeko a Kanté

I nerazzurri si muovono tra giocatori vincenti e giovani leve. Su Tonali restano in pole

La strategia di mercato dell’Inter è chiara da tempo. Con Antonio Conte ancora in sella o con un altro allenatore in panchina, Suning continuerà a comunque investire per colmare in primis il gap con la Juventus e poi per dare l’assalto alle altre big d’Europa. E lo farà seguendo una doppia strada: prendere giocatori con il dna da vincenti, pronti ad alzare da subito il livello della squadra; e puntare su talenti – preferibilmente italiani – con i quali costruire un ciclo e creare un’identità che duri nel tempo. Le prime due mosse dell’a.d. Beppe Marotta e dal d.s. Piero Ausilio hanno seguito questa trama. Achraf Hakimi, già stella anche se ha solo 21 anni, è un giocatore dal potenziale illimitato: è costato 40 milioni più 5 di bonus e aver battuto la concorrenza di tanti top club dimostra lo spessore raggiunto dal club nerazzurro. Alexis Sanchez, diventato interista sino al 2023, è l’usato sicuro che – se in forma – può essere un valore aggiunto, come dimostrato dopo il lockdown e sino all’infortunio muscolare nei quarti di finale di Europa League contro il Bayer Leverkusen.

Dopo Lukaku-Eriksen

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Nell’ultimo mercato l’Inter ha speso 180 milioni: una cifra molto importante, che tra l’altro ha portato ad Appiano Gentile due stelle come Lukaku ed Eriksen, oltre a giovani di peso come Barella e Sensi. Ora che la stagione è andata in archivio, si ricomincia. Con una lista della spesa che prevede la caccia a una punta, due centrocampisti, un esterno sinistro e un difensore. Al netto di eventuali uscite che potrebbero cambiare i movimenti nerazzurri. In attacco, Lukaku e Sanchez sono sicuri. Lautaro quasi, a meno che la rivoluzione al Barcellona non preveda anche di accontentare la richiesta dell’Inter per potere avere il Toro. Se l’argentino resterà, per lui è pronto un ricco rinnovo, visto che oggi guadagna 1,5 milioni a stagione. Soprattutto se Conte sarà ancora nerazzurro, il nome preferito per completare il reparto attaccanti è Edin Dzeko: il tecnico lo voleva già un anno fa e ora ci riproverà di sicuro, con la Roma che potrebbe cedere vista la necessità di abbassare il monte stipendi. Anche Chris Smalling risponde all’identikit del giocatore fatto e finito che ha l’esperienza giusta per aiutare l’Inter: la Roma sta provando con forza a riprendersi il centrale inglese, che è tornato allo United e in Premier piace anche al Newcastle. La corte nerazzurra, però, è di quelle che valgono e i buoni rapporti con i Red Devils (vedi le operazioni per Lukaku, Young, Sanchez) potrebbero anche avvantaggiare Marotta e Ausilio, magari abbassando i 20-25 milioni che oggi chiedono a Manchester. In Inghilterra piacciono anche altri due nomi, entrambi del Chelsea. Uno è N’Golo Kanté, l’altro Emerson Palmieri: entrambi allenati da Antonio Conte a Stamford Bridge, entrambi con un pedigree molto interessante.

In linea col Brescia

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A proposito di giovani, invece, la pista più calda resta sempre quella che porta a Sandro Tonali. Sul 20enne playmaker del Brescia è tornata la Juventus: l’arrivo di Andrea Pirlo in panchina ha infatti ravvivato non poco l’interesse dei bianconeri, che vogliono svecchiare la rosa. Ci ha provato il Milan, ma i 25 milioni rossoneri non sembrano avere spostato il barometro dalla parte di Elliott. L’Inter rimane in pole, ma sul tavolo di Cellino deve ancora arrivare l’offerta giusta dal club di viale della Liberazione. Un altro che piace tanto è Marash Kumbulla, anche lui classe 2000: il difensore albanese di Peschiera del Garda è esploso con il Verona di Juric quest’anno e per questo è seguito da mesi non solamente ai nerazzurri. La Lazio sta provando il rilancio, ma sembra che la sua volontà sia prendere l’uscita che porta ad Appiano Gentile.

E i prestiti?

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Ma l’Inter deve anche risolvere le questioni sui prestiti più importanti. Mentre Valentino Lazaro va al Borussia Moenchengladbach con diritto di riscatto a 20 milioni (oggi le visite mediche), sono almeno tre i nomi da “sbloccare”. Perisic è ancora in corsa in Champions League con il Bayern; Nainggolan vorrebbe restare a Cagliari ma la trattativa con i rossoblù è tutt’altro che facile; infine Joao Mario, uscito dalla Lokomotiv Mosca e in attesa di trovare una sistemazione.


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Author: Carlo Angioni