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Losing Alice è una serie noir ipnotica e disturbante

Che ne siamo consapevoli o meno la tv israeliana ha giocato un ruolo fondamentale nella produzione seriale degli ultimi decenni: da In Treatment a Homeland, passando per i più recenti Euphoria e l’ancora inedita in Italia Your Honor (arriverà il 24 febbraio su Sky), molti titoli recenti, e anche fra i più intriganti, sono remake di serie israeliane notissime in patria ma altre ancora, come Fauda, False Flag e Shtisel, sono state importate direttamente. Il nuovo scenario delle piattaforme di streaming ha allargato le prospettive dei mercati televisivi di tutto il mondo e Israele sta giocando sempre di più le sue carte. Di questo si è accorta in particolare Apple Tv + che, dopo aver proposto lo scorso settembre la spy story Teheran, dal 22 gennaio punta su Losing Alice, serie noir avvincente e intrigante che ha fatto il suo debutto coi primi tre episodi e proseguirà coi successivi uno ogni venerdì.
La storia ruota attorno a una regista di mezza età con una carriera ormai in stallo, Alice Ginor (Ayelet Zurer), la quale soffre le costrizioni di una vita sempre più limitata alla famiglia; l’incontro tutt’altro che casuale con la giovane e seducente sceneggiatrice Sophie (Lihi Kornowski) la intrigherà a tal punto da decidere di dirigere la pellicola da lei scritta, e alla quale era interessato anche il marito David (Gal Toren), attore di successo ma dalle scelte filmiche discutibili. Alice e David sono avvinti e anche turbati dalla vicenda raccontata nello script di Sophie, che ruota attorno all’amicizia fra due ragazze messa in crisi quando una inizia una torrida relazione con il padre dell’altra. Soprattutto, quando Sophie farà di tutto per infilarsi nelle loro vite, molte mezze verità verranno a galla e Alice dovrà superare parecchi limiti per scoprire la verità.
La regista e creatrice Sigal Avin mostra una decisa e consapevole padronanza di tutti i luoghi comuni del genere noir, ma la dimensione psicologica qui è dominante tanto che quegli stessi luoghi comuni vengono sovvertiti da una condizione perenne di incertezza, dubbio, disorientamento. La crisi e l’indagine, in effetti, sono tutte rivolte verso l’interno e, mentre vediamo una scena violentissima all’inizio, è più che altro il suo enigma indecifrabile a colpirci, mentre il resto degli episodi procede con una lentezza da stillicidio soprattutto emotivo. In effetti soprattutto gli episodi centrali soffrono di una qualche dilatazione eccessiva, rendendo l’attesa estenuante, e sorge il dubbio – come spesso accade ultimamente – che questo non sia altro che un ottimo film eccessivamente dilungato.
Losing Alice rimane però un prodotto estremamente interessante, intrigante, seducente. Le interpretazioni di Zurer e Kornowski nei panni delle due protagoniste sono efficaci nella rappresentazione di due poli magnetici che si attraggono e respingono al contempo. Alice è una donna ormai matura che non si arrende all’età che avanza (si tocca continuamente il viso per tirare le rughe), ma ancora di più alla sua carriera che si fa sempre più marginale; il flirt innocente col vicino di casa le conferma di essere ancora attraente e anche le attenzioni ossessive di Sophie le sembrano in qualche modo lusinghiere. A sua volta Sophie sembra fin da subito un personaggio eccessivo, misterioso, inafferrabile e ambiguo, ma al di là delle sue intenzioni maniacali intravediamo in lei una fragilità che rende difficile distribuire etichette.
A rendere ancora più potente il racconto di questa serie è il suo giocare costantemente coi piani narrativi, anzi metanarrativi: assistiamo a un film mentre in scena se ne sta girando uno, e la sovrapposizione fra realtà e scrittura scenica si continua a moltiplicare in quanto non sappiamo mai quale verità sia effettiva e quale invece frutto della fantasia di chi scrive. Immagini che appaiono come flash, persone che sono dove non dovrebbero essere, ricordi che emergono contraddittori: un po’ Hitchcock un po’ Winding Refn, Losing Alice è un puzzle estetico prima ancora che di contenuto, tanto che la fotografia gioca un ruolo magistrale per aumentare lo spaesamento dello spettatore. Ogni volta che si cerca di aggrapparsi a qualche elemento familiare (un hotel di quart’ordine, un possibile amante, un pericolo imminente) tutto viene ancora una volta sovvertito. E chissà che quello che sta perdendo Alice, oltre a sé stessa, non sia proprio il senso della realtà.
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Author: Paolo Armelli

Pirlo e le certezze ritrovate: “Siamo una squadra forte, dipende solo da noi”

Pirlo e le certezze ritrovate: “Siamo una squadra forte, dipende solo da noi””In Supercoppa ci siamo ricompattati. E col Bologna siamo stati bravi a trovare gli spazi contro una squadra che ci ha pressato bene”


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Author: Livia Taglioli

Ibra: “Noi fragili però se siamo primi c’è un motivo. Ilicic? È stato troppo gentile…”

Ibra: “Noi fragili però se siamo primi c’è un motivo. Ilicic? È stato troppo gentile…”Lo svedese è rimasto a secco e non nasconde l’amarezza: “È mancato ritmo e pressing, poi diventa facile per gli altri. Proviamo a rifarci nel derby di Coppa con l’Inter”


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Lg abbandona la produzione di smartphone?

(Foto: Lg)Qualche mese fa sembrava una possibilità remota e invece siamo sempre più vicini ad assistere alla fine della storia per gli smartphone Lg. Il colosso sudcoreano sta per prendere una decisione molto importante su uno dei segmenti in costante e inesorabile perdita concentrandosi su altri prodotti ben più di successo e remunerativi come i televisori soprattutto, ma anche gli elettrodomestici.
È insomma arrivata l’ora di “decidere a mente fredda”, citando le parole dell’amministratore delegato Kwon Bong-seok ai propri dipendenti come riportato da fonti locali. Nessuna sorpresa: i dati dei mercati parlano chiaro con 23 trimestri in negativo e una perdita stimata di circa 4 miliardi di euro in 5 anni. Troppo, anche per un conglomerato molto solido come Lg.
Non c’è dubbio che Lg abbia osato molto negli ultimi anni, per cercare di rimanere a galla puntando sull’originalità della proposta. Basti citare gli esempi delle uscite più recenti con lo stiloso Lg Velvet e soprattutto con il bizzarro e interessante Lg Wing con doppio schermo e apertura a “T” oppure ancora dal recentissimo prototipo Lg Rollable di smartphone-papiro presentato durante il Ces 2021.
Tuttavia, i numeri sono impietosi, con il già citato Wing che sembra aver venduto soltanto 50mila unità e una fetta di mercato globale ormai crollata al 2% secondo i dati di Counterpoint che stimano in 6,5 milioni gli smartphone consegnati nell’ultimo quarto, contro i 7,2 dello stesso periodo dell’anno scorso.
Cosa succederà ora agli smartphone Lg? Più che possibile che la divisione possa attirare l’attenzione di qualche compratore – o cordata di imprenditori – che potrebbe prendere le redini di una società comunque da anni nel settore. Improbabile che si chiuda in modo definitivo, sembrano salvi anche i posti e i contratti dei lavoratori come promesso dallo stesso Ceo Lg.
Leggendo i media locali, mancherebbero pochi giorni, forse appena poche ore, al comunicato ufficiale che sancirà in modo definitivo la vicenda.
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Author: Diego Barbera

Pioli: “Milan solida realtà, nessuna favola”

L’allenatore rossonero: “Non siamo una favola, siamo una realtà. In una canzone dei Negramaro è racchiuso il mio momento”

Al suo arrivo al Milan poco più di un anno fa, forse nemmeno Stefano Pioli poteva aspettarsi di costruire una squadra così vincente. L’allenatore rossonero si racconta a Sky Sport 24 e parla di un 2020 chiuso con il primo posto in classifica: “Per fortuna non è una favola ma è la realtà. Mi piace molto la musica, è uscita una canzone in questo periodo dei Negramaro, ‘Contatto’, e c’è una frase che dice ‘la vita che voglio è tutta qui, gli amici che volevo proprio così’, questo racchiude un po’ il mio momento. Se il Milan fosse una donna sarebbe mia moglie. Sono sposato con mia moglie da 32 anni”.

INTIMO

—  

Pioli tocca anche argomenti privati: “Con l’esperienza che ho vissuto a Firenze (la morte di Davide Astori) e con la perdita di mio padre l’anno scorso, credo di avere due angeli custodi in più. Penso che in tutti questi bei risultati e in questa bella stagione ci siano dentro anche loro”.


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Pioli: “Milan solida realtà, nessuna favola”

L’allenatore rossonero: “Non siamo una favola, siamo una realtà. In una canzone dei Negramaro è racchiuso il mio momento”

Al suo arrivo al Milan poco più di un anno fa, forse nemmeno Stefano Pioli poteva aspettarsi di costruire una squadra così vincente. L’allenatore rossonero si racconta a Sky Sport 24 e parla di un 2020 chiuso con il primo posto in classifica: “Per fortuna non è una favola ma è la realtà. Mi piace molto la musica, è uscita una canzone in questo periodo dei Negramaro, ‘Contatto’, e c’è una frase che dice ‘la vita che voglio è tutta qui, gli amici che volevo proprio così’, questo racchiude un po’ il mio momento. Se il Milan fosse una donna sarebbe mia moglie. Sono sposato con mia moglie da 32 anni”.

INTIMO

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Pioli tocca anche argomenti privati: “Con l’esperienza che ho vissuto a Firenze (la morte di Davide Astori) e con la perdita di mio padre l’anno scorso, credo di avere due angeli custodi in più. Penso che in tutti questi bei risultati e in questa bella stagione ci siano dentro anche loro”.


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Juve, Agnelli scrive ai tifosi: “Lotteremo per il decimo scudetto consecutivo”

Lettera di auguri natalizi del presidente bianconero: “In un anno faticoso per tutti siamo consapevoli delle nostre forze”

Andrea Agnelli scrive ai tifosi della Juventus a ridosso delle festività natalizie e promette battaglia in vista della ripresa del campionato: “Lotteremo fino alla fine per il decimo scudetto consecutivo – si legge nel messaggio indirizzato al forum Vecchiasignora.com – Consapevoli delle nostre forze, in questo momento drammatico per l’industria in cui operiamo”.

FIDUCIA

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“Chiudiamo un anno – scrive Agnelli – che nessuno avrebbe immaginato di vivere. Il primo pensiero è diretto a tutti voi e ai vostri cari… Spero che stiate tutti bene, anche se so che non sarà così. Abbiamo perso famigliari e amici, fatichiamo sul lavoro… Tutti. Io compreso, noi compresi. Apriamo le porte al 2021 auspicando serenità e felicità, questa volta con meno retorica del solito”.


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